TE DEUM DI RINGRAZIAMENTO

ULTIMO GIORNO DELL’ANNO.

IL TE – DEUM di ringraziamento.

(A. Carmagnola: AVVENTO, Novena e Festa del S. Natale: S. E. I. Torino, 1947)

Eccoci arrivati ormai al termine dell’anno, durante il quale abbiamo fatto un nuovo cammino verso la nostra eternità. Ora chiunque di noi si volga indietro a misurare col pensiero la via trascorsa, da quanti pericoli deve confessare di esser stato salvato, di quanti_beni deve riconoscere di essere stato favorito, di quante grazie deve dirsi ricolmo! E qual è stata mai quella mano benedetta, che durante questo passato anno ci ha difesi, ci ha beneficati, ci ha fatto copia de’ suoi tesori? Dobbiamo noi cercare sulla terra ovvero in cielo il nostro benefattore?… Allorquando il giovane Tobia, reduce dal suo viaggio nella Media, scampato da tanti rischi, lieto di nozze avventurate e di abbondanti sostanze insieme col padre suo convenne di ricambiare i benefizi del suo compagno di viaggio, questi svelatosi per l’arcangelo Raffaele: Benedite, disse, benedite Iddio, Signore del cielo e della terra, perché è Egli che ha usata con voi la sua misericordia. Or ecco quello, che io devo dire ora a me stesso e a voi: Rendiamo a Dio le debite lodi; a Dio innalziamo i nostri umili ringrazi amenti; a lui mandiamo ogni sorta di benedizioni; perciocché il benefattore nostro è Egli; è Egli che ci ha liberati da tanti mali; è egli che ci ha compartiti tanti beni. Mentre in quest’anno la morte ha troncato tante vite, che erano ben anche più preziose delle nostre, Dio ci ha risparmiati; Dio ci ha sostenuti, Dio ci ha dato ogni giorno il pane necessario per la vita, ci ha liberati da tante infermità, ci ha favoriti tanti bei giorni lieti e sereni? – Ma più ancora che nelle cose materiali, Dio ci ha beneficati nell’ordine spirituale. O anime giuste, chi è che vi ha preservate dal precipitare nelle più gravi enormità? Non è la mano di Dio? Anime penitenti, chi è che ha vibrato un colpo nel vostro cuore per ispezzarlo e cavarne il pianto della Contrizione? Non è la mano di Dio? Anime peccatrici non è passato giorno di quest’anno, in cui tutte le creature non abbiano alzato un grido contro di voi, e non abbiano chiesto licenza a Dio di vendicare in voi le offese fatte continuamente a sua divina Maestà. Chi ad esse ha impedito di compiere la vostra rovina? Chi vi ha dato ancora spazio di penitenza? Sempre la mano di Dio. Tutti adunque, che ci troviamo qui ancora in questo momento, abbiamo nel corso di questo anno ricevuti benefizi immensi dal Signore. Ma quale corrispondenza abbiamo noi usata a tanti benefizi? Abbiamo noi raggiunto il fine per cui ci furono fatti? Ci siamo resi più virtuosi? Abbiamo vinto i nostri difetti più comuni? Siamo noi divenuti più ferventi nell’amor di Dio e del prossimo? In una parola ci siamo dati ad una vita più santa? Forse è accaduto tutto il contrario, ed anziché farci migliori abbiamo peggiorato assai. Se così fosse sgraziatamente, nel riconoscere la bontà di Dio a nostro riguardo, domandiamogli anzitutto sinceramente perdono della nostra poca corrispondenza, e fors’anche della nostra ingratitudine. Poscia ringraziandolo con tutto il cuore di tanta bontà, promettiamogli sinceramente di voler d’ora innanzi, nella vita che ancora si degnerà di concederei, corrispondere ai benefizi suoi, coll’attendere seriamente alla fuga del peccato, alla pratica della virtù, all’opera della nostra santificazione.

Te Deum

Te Deum laudámus:

* te Dóminum confitémur.

Te ætérnum Patrem

* omnis terra venerátur.

Tibi omnes Ángeli,

* tibi Cæli, et univérsæ Potestátes:

Tibi Chérubim et Séraphim

* incessábili voce proclámant:

(Fit reverentia)

Sanctus, Sanctus, Sanctus

* Dóminus Deus Sábaoth.

Pleni sunt cæli et terra

* majestátis glóriæ tuæ.

Te gloriósus

* Apostolórum chorus,

Te Prophetárum

* laudábilis númerus,

Te Mártyrum candidátus

* laudat exércitus.

Te per orbem terrárum

* sancta confitétur Ecclésia,

Patrem

* imménsæ majestátis;

Venerándum tuum verum

* et únicum Fílium;

Sanctum quoque

* Paráclitum Spíritum.

Tu Rex glóriæ,

* Christe.

Tu Patris

* sempitérnus es Fílius.

(Fit reverentia)

Tu, ad liberándum susceptúrus hóminem:

* non horruísti Vírginis úterum.

Tu, devícto mortis acúleo,

* aperuísti credéntibus regna cælórum.

Tu ad déxteram Dei sedes,

* in glória Patris.

Judex créderis

* esse ventúrus.

(Sequens versus dicitur flexis genibus)

Te ergo quǽsumus, tuis fámulis súbveni,

* quos pretióso sánguine redemísti.

Ætérna fac cum Sanctis tuis

* in glória numerári.

Salvum fac pópulum tuum, Dómine,

* et bénedic hereditáti tuæ.

Et rege eos,

* et extólle illos usque in ætérnum.

Per síngulos dies

* benedícimus te.

(Fit reverentia, secundum consuetudinem)

Et laudámus nomen tuum in sǽculum,

* et in sǽculum sǽculi.

Dignáre, Dómine, die isto

* sine peccáto nos custodíre.

Miserére nostri, Dómine,

* miserére nostri.

Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos,

* quemádmodum sperávimus in te.

In te, Dómine, sperávi:

* non confúndar in ætérnum.

ESERCIZIO DEVOTO IN ONORE DELLA BEATISSIMA SEMPRE VERGINE MADRE DI DIO: MARIA.

UN ESERCIZIO DEVOTO IN ONORE DELLA BEATISSIMA SEMPRE VERGINE MADRE DI DIO

MARIA

CONCEPITA SENZA PECCATO ORIGINALE DAGLI SCRITTI DI SAN BONAVENTURA

Il seguente pio esercizio in onore della Gloriosa e sempre Vergine Madre di nostro Signore è raccolto in gran parte dalle opere del serafico Dottore, San Bonaventura; e fu stampato a Roma nel I860. Le pie e ferventi aspirazioni che esso contiene sono concepite nello spirito e secondo il modello dei Salmi di Davide che sono il fondamento del Divino Ufficio ed il culto quotidiano della Chiesa Cattolica.

INDULGENZE

Papa Pio IX., in un Breve in data 9 Dic. 1856, ha concesso in eterno le seguenti indulgenze ai fedeli che con cuore contrito recitino nella settimana sotto forma di supplica in onore della sempre Beatissima Vergine, ogni giorno:

1. Sette anni e sette quarantene per ogni giorno.

2. Un’indulgenza plenaria nella festa dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine, oppure entro l’ottava; nella festa di San Giuseppe, in quella di San Bonaventura, il 14 luglio; ed in un giorno del mese di maggio a scelta di ognuno, a chi hanno recitato per un intero mese questa devozione ogni giorno, con Confessione sacramentale e Comunione eucaristica, con visita ad una chiesa o ad pubblico oratorio e preghiera secondo le intenzioni del Sovrano Pontefice. Queste Indulgenze possono essere applicate alle anime del Purgatorio.

Qual grande profitto trarrà chi offrirà ogni giorno questo tributo di preghiere alla sempre Beatissima Vergine, non solo ottenendo queste Indulgenze, ma ancor più se otterrà la grazia desiderabilissima di una vita santa, e di una morte tranquilla e felice in Nostro Signore.

Christe, cum sit hinc exire, Da per Matrem me venire ad palmam victoriæ

.

PRÆPARATIO QUOTIDIANA.

1. Humiliabis te in fide ante conspectum Dei.

[Ti umilierai con fede al cospetto di Dio]

2. Putabis te moribundum in lecto, et habentem ante oculos tuos Jesum Christum Crucifixum in Monte Calvario, et juxta Crucem Ejus SS. Virginem doloris gladio transifixam.

[Ti considererai moribondo nel letto avendo davanti agli occhi Gesù Cristo moribondoCrocifisso sul monte Calvario, e presso la sua Croce la SS. Vergine trapassata dalla spada del dolore].

3. Ante Psalmos sequentes preces recitabis.

[Prima dei Salmi reciterai le seguenti preghiere]

ORATIO.

Domine Jesu Christe Crucifixe, per infinitam tuam misericordiam, ac per merita et intercessionem Beatissimæ V. Matris tuæ, adjuva nos, licet indignos, ut in unione totius Curiæ cœlestis, eandem SS. Virginem,  omnibus diebus vitæ nostræ laudare valeamus, et has preces persolvere, ut sancte vivere, ac feliciter mori in tuo amore mereamur. Amen.

AVE MARIA, etc.

V. Illumina oculos meos, ne unquam obdormiam in morte.

R. Ne quando dicat inimicus meus: prævalui adversus eum.

V. Deus in adjutorium meum intende.

R. Domine, ad adjuvandum me festina.

Gloria, etc.

HYMNUS.

Memento, rerum Conditor,

Nostri quod olim corporis

Sacrata ab alvo Virginis

Nascendo formam sumpseris.

Maria Mater gratiæ,

Dulcis Parens dementia,

Tu nos ab hoste protege,

Et mortis hora suscipe.

Jesu Tibi sit gloria,

Qui natus es de Virgine,

Cum Patre, et almo Spiritu

In sempiterna sæcula. Amen.

DIE DOMINICA.

Ad Plagas Jesu, petes gratiam bene disponendi domui tuæ

et sanctificandi tota vita tua Nomen Patris Cœlestis.

Ant. I Conforta Virgo.

PSALM. I.

Beatus vir, qui diligit nomen tuum, Maria

Virgo: gratia tua animam ejus confortabit.

Tanquam lignum aquarum fontibus irrigatum

uberrime: in eo fructum justitiæ propagabis.

Benedicta tu inter mulieres: propter humilitatem

et credulitaten cordis sancti tui.

Universas enim fœminas vincis pulcritudine

carnis: superas Angelos et Arcangelos

excellentia sanctitatis.

Misericordia tua et gratia ubique predicatur:

Deus operibus manum tuarum benedixit.

Gloria, etc.

Ant. 1. Conforta, Virgo Maria, animam ejus, qui invocat nomen tuum: quia misericordia tua et gratia ubique prædicatur.

Ant. 2. Protegat nos.

PSALM. II.

Quare fremuerunt inimici nostri: et adversum

nos meditati sunt inania?

Protegat nos dextera tua, Mater Dei: ut

acies terribilis confundens, et destruens eos.

Venite ad eam, omnes qui laboratis, et tribulati estis:

et dabit refrigerium animabus vestris.

Accedite ad earn in tentationibus vestris:

et stabiliet vos serenitas vultus ejus.

Benedicite illam in toto corde vestro:

misericordia enim illius plena est terra.

Gloria, etc.

Ant. 2: Protegat nos dextera tua, Mater

Dei: et da refrigerium, et solatium animabus

nostris.

Ant. 3: Deduc me.

PSALM. III.

Domina, quid multiplicati sunt, qui tribulant me?

In potentia tua persequeris, et dissipabis eos.

Dissolve colligationes impietatis nostræ:

tolle fasciculos peccatorum nostrorum.

Miserere mei, Domina, et sana infirmitatem

meam: tolle dolorem, et angustiam cordis mei.

Ne tradas me manibus inimicorum meorum: et in die mortis meæ conforta animam meam.

Deduc me ad portum salutis: et spiritum

meum redde Factori, et Creatori meo.

Gloria, etc.

Ant. 3: Deduc me, Domina, ad portum salutis:

et in die mortis meæ conforta animam meam.

Ant. 4: Ne projicias.

PSALM. XIX.

Exaudias nos, Domina, in die tribulationis:

et precibus nostris converte clementem faciem tuam.

Ne projicias nos in tempore mortis nostræ:

sed succurre animæ, cum deseruerit corpus suum.

Mitte Angelum in occursum ejus: per

quem ab hostibus defendatur.

Ostende ei serenissimum Judicem sæculorum:

qui ob tui gratiam veniam ei largiatur.

Sentiat in pœnis refrigerium tuum: et

concede ei locum inter electos Dei.

Gloria, etc.

Ant. 4: Ne projicias nos, Domina, in tempore

mortis nostræ: sed succurre animæ, cum deseruerit corpus suum.

Ant. V Esto Domina.

PSALM. XXIV.

Ad te, Domina, levavi animam meam:

in judicio Dei tuis precibus non erubescam.

Neque illudant mihi adversarii mei:

et enim in te praesumentes de Te roborantur.

Non pnevaleant adversum me laquei mor

tis : et castra malignantium non impediant

gressus meos.

Collide impetum eorum in virtute tna : et

cum mansuetudine occure animae meae.

Ductrix mea esto ad patriam: et me ccetui

angelorum digheris aggregare. Gloria, etc.

Ant. Esto, Domina, ductrix mea ad patri

am : et in die mortis meae, occurre cum

mansuetudine animas meæ.

PRECES.

V. Maria Mater gratiæ, Mater misericordiæ.

R. Tu nos ab. hoste protege, et hora mortis suscipe.

V. Illumina oculos meos, ne unquam obdormia in morte.

R. Ne quando dicat ihimicus meus, prævalui adversus eum.

V. Salva me ex ore leonis.

R. Et de manu canis unicam meam.

V. Salvum me fac in tua misericordia.

R. Domina, non confundar, quoniam invocavi te.

V. Ora pro nobis peccatoribus.

R. Nunc et in hora mortis nostra.

Amen.

V. – Domina exaudi orationem meam.

R. Et Clamor meus ad te veniat.

OREMUS.

Propter terrores illius commotionis, qua

cor tuum contremuit, Virgo Beatissima, quando

audisti Filium tuum dilectissimum ab

impiis captum, ligatum, et ad supplicia tractum

et traditum ; adjuva nos, ut cor nostrum

nunc pro delictis nostris terreatur et moveatur

ad poenitentiam, ne mortis in hora ad

occursum adversarii paveat, aut ad aspectum

tremendi Judicis, accusante conscientia,

contremiscat, sed potius faciem Ejus videntes

in jubilo delectemur, ineffabiliterque laete

mur. Preestante eodem Domino nostro Jesii

Christo Filio tuo, qui cum Patre, et Spirit!

Sancto vivit et regnat in saecula saeculo

rum. Amen.

V. Ora pro nobis Sancta Dei Genitrix.

R. Ut digni efficiamur promissionibus

Christi.

V. Requiescamus in pace. B. Amen.

Canticum S. Bonaventuræ, Te Matrem Dei laudamus, etc.

CANTICUM S. BONAVENTURAE.

Considerabis gloriosum transitum et Assumptionem B. M. V. eamque cum Angelis laudabis, orans, ut cum Jesu et S. Joseph tibi assistat in morte.

Te Matrem Dei laudamus:

Te Mariam Virginem profitemur.

Te Æterni Patris Filiam: omnis terra veneratur.

Tibi omnes Angeli, et Arcangeli: Tibi Throni, et Principatus fideliter deserviunt.

Tibi omnes Potestates, et omnes Virtutes Cœlorum: et universaæ Dominationes obediunt.

Tibi omnes Chori: Tibi Cherubim, et Seraphim exultantes assistunt.

Tibi omnis Angelica creatura: incessabili voce proclamat.

Sancta, Sancta, Sancta: Maria Dei Genitrix, et Mater, et Virgo.

Pleni sunt Coeli, et Terra: Majestatis gloriæ Fructus ventris Tui.

Te gloriosus Apostolorum Chorus: Sui

Creatoris Matrem collaudat.

Te Beatorum Martyrum cœtus Candidatus:

Christi Genetricem glorificat.

Te Gloriosus Confessorum exercitus Trinitatis

Templum appellat.

Te Sanctarum Virginum chorea amabilis:

Virginitatis, et humiliatis exemplum pradicat.

Te tota Cœlestis Curia: Reginam honorat.

Te per universum Orbem: Ecclesia invocando

concelebrat.

Matrem: Divinæ Majestatis.

Venerandam Te veram: Regis Cœlestis puerperam.

Sanctam quoque: dulcem et piam.

Tu Angelorum Domina: Tu Paradisi janua.

Tu Scala Regni Cœlestis et gloriæ.

Tu Thalamus: Tu Arca pietatis, et gratiæ.

Tu vena Misericordias: Tu Sponsa, et

Mater Regis æterni.

Tu templum, et Sacrarium Spiritus Sancti:

totius Beatissimæ Trinitatis nobile triclinium.

Tu mediatrix Dei, et hominum: amatrix

mortalium, Cœlestis illuminatrix.

Tu agonizatrix pugnantium, advocata pauperum:

miseratrix, et refugium peccatorum.

Tu erogatrix munerum; Superatrix, ac

Terror Demonum et superborum.

Tu mundi Domina, Cœli Regina: post

Deum sola Spes nostra.

Tu salus Te invocantium, Portus naufragrantium:

miserorum solatium, pereuntium refugium.

Tu Mater omnium Beatorum, Gaudium

Plenum post Deum: omnium supernorum

Civium Solatium.

Tu Promotrix justorum, Congregatrix errantium:

Promissio Patriarcharum.

Tu Veritas Prophetarum, Præconium, et

Doctrix Apostolorum: Magistra Evangelistarum.

Tu fortitudo Martyrum, Exemplar Confessorum:

Honor, et Festivitas Virginum.

Tu ad liberandum exulem hominem:

Filium Dei sucepisti in uterum.

Per Te, expugnato hoste antiquo: sunt

aperta fidelibus Regna Cœlorum.

Tu cum Filio Tuo sedes:

ad dexteram Patris.

Tu Ipsum pro nobis roga, Virgo Maria:

Quem nos ad judicandum credimus esse venturum.

Te ergo poscimus nobis Tuis famulis subveni:

qui pretioso Sanguine Filii Tui redempti

sumus.

Æterna fac, pia Virgo:

cum Sanctis Tuis nos gloria numerari.

Salvum fac populum Tuum, Domina: ut

simus participes hæreditatis Filii Tui.

Et rege nos: et custodi nos in æternum.

Per singulos dies: O Pia, Te salutamus.

Et laudare Te cupimus:

usque in æternum mente et voce.

Dignare, dulcis Maria: nunc, et semper

nos sine delicto conservare.

Miserere, Pia nobis: miserere nobis.

Fiat misericordia Tua magna nobiscum:

quia in Te, Virgo Maria, confidimus.

In Te, dulcis Maria, speramus:

nos defendas in Æternum.

Te decet laus, Te decet imperium: Tibi

virtus, et gloria in sæcula sæculorum. Amen.

PRECES AD USUM QUOTIDIANUM.

PRO DOMINICA.

Oratio S. Mariae Virgini ex D. Augustino deprompta.

Memorare, O piissima Virgo Maria, non

esse auditum a sæculo, quemquam ad Tua

currentem præsidia, Tua implorantem auxilia.

Tua petentem suffragia a Te esse derelictum,

Ego tali animatus confidentia ad Te, Virgo

Virginum Mater, curro, ad Te venio, coram

Te gemens precator assisto. Noli, Mater

Verbi, verba mea despicere; sed audi propitia,

et exaudi. Amen.

FERIA SECUNDA

Ad Plagas Jesu, petes Regnum Dei in te; et post mortem statim possidere Regnum Cælorum.

[Alle piaghe di Gesù, chiederai il regno di Dio in te, e dopo morte di possedere il Regno dei Cieli]

Præp. quotid. — Ave Maria.

V. Illumina oculos, ut supra.

Ant. 1: In manus Tuas.

SALMO XXX.

In Te, Domina, speravi, non confundar in

æternum: in gratia Tua suscipe me.

Inclina ad me aurem Tuam:

et in mœrore meo lætifica me.

Tu es fortitudo mea, et refugium meum:

consolatio mea, et protectio mea.

Ad Te Domina clamavi,

dum tribularetur cor meum:

et exaudisti me de vertice collium æternorum.

In manus Tuas, Domina, commendo spiritum meum:

totam vitam meam, et die ultimum meum.

Gloria, etc.

Ant.1: In manus Tuas, Domina, commendo spiritum meum; totam vitam meam, et diem ultimum meum.

Ant. 2 :Miserere mei.

PSALM. XXXVIII.

Dixi, custodiam vias meas, O Domina:

cum per Te gratia Christi fuerit mihi data.

Liquore Tuo liquefactum est cor meum:

amore Tuo inflammata sunt viscera mea.

Exaudi orationem meam, Domina,

et contabescant adversarii mei.

Miserere mei de Cœlis, et de altitudine throni Tui:

et ne permittas me in valle miseriæ conturbari.

Custodi pedem meum, ne labatur:

et in fine meo sit præsens gratia Tua.

Gloria, etc.

Ant. 2: Miserere mei de Cœlis, Domina, et

in fine meo sit præsens gratia Tua.

Ant. 3: Sanctæ preces.

PSALM. XLII.

Judica me, Domina, et discerne causam

meam de gente perversa: a Serpente maligno,

et dracone pestifero libera me.

Sancta fæconditas Tua disperdat eum:

beata Virginitas Tua conterat caput ejus.

Sanctas preces tuae corroborent nos contra eum:

sancta merita tua exinaniant virtutem ejus.

Persecutorem animre mere mitte in abyssuni:

puteus infernalis deglutiat eum viventem.

Ego autem, et anima mea in terra captivitatis

mere benedicam nomen Tuum: et glorificabo

Te in sæcula sæculorum.

Gloria, etc.

Ant. 3: Sanctæ preces Tuæ, Domina, corroborent me

contra persecutorem animæ meæ:

et in die mortis meæ a Serpente maligno

libera me.

Ant: 4: Ego autem, Domina.

PSALM. LIV.

Exaudi, Domina, orationem meam:

et ne contemnas deprecationem meam.

Contristatus sum in cogitatione mea: quia

judicia Dei perterruerunt me.

Tenebræ mortis venerunt super me:

et pavor inferni invasit me.

Ego autem in solitudine expecto consolationem Tuam:

et in cubili meo attendo misericordiam tuam.

Glorifica manum, et dexterum brachium

Tuum: ut posternatur a nobis inimici nostri.

Gloria, etc.

Ant. 4: Ego autem, Domina, attendo in cu

bili meo misericordiam Tuam; quia tenebra

mortis venerunt super me.

Ant. 5: Impetra nobis.

PSALM. LXIII.

Exaudi, Domina, orationem meam, cum deprecor:

a pavore crudeli libera animam meam.

Impetra nobis servulis tuis pacem et securitatem:  

in tremendo judicio.

Benedicta Tu super omnes mulieres:

et benedictus fructus ventris Tui.

Illumina Domina, oculos meos: et illustra

cœcitatem meam.

Da mihi in Te confidentiam bonam; et in

vita et in fine meo.

Gloria, etc.

Ant. 5: Impetra nobis, Domina, paceni et

salutem in die novissimo; et da mihi confidentiam

bonam in Te, in vita et in fine meo.

Preces, ut supra.

OREMUS.

Propter gemitus et lacrymas, quibus afficie baris, Virgo dulcissima, quando vidisti Filium tuum dulcissimum judici prasentari, acriter flagellari, variis illusionibus et opprobriis affici; impetra nobis dolorem pro peccatis nostris, et lacrymas salutiferas contritionis; et adjuva nos, ne nobis possit inimicus illudere, neque diversis pro libitu suo tentationibus flagellare, devictosque statuere terribli Judici; sed magis ipsi accusemus, et judicemus nos metipsos de excessibus nostris, et veræ pænitentiæ disciplinis flagellemus, ut veniam et gratiam in tempore necessitatis, tribulationis et angustiæ inveniamus. Præstante eodem Domino nostro Jesu Christo Filio Tuo, etc.

Amen.

V. Ora pro nobis Sancta Dei Genitrix.

R. Ut digni efficiamur promissionibus Christi.

V. Requiescamus in pace. R. Amen.

Canticum S. Bonaventuræ:

Te Matrem Dei laudamus, etc.

PRO FERIA II.

Oratio S. Francisci in Opuscul.fol. 29.

Absorbeat, quæso, Domine mentem meam

ab omnibus, quae sub Cœlo sunt, ignita, et

melliflua vis amoris Tui; ut amore amoris

Tui moriar, qui amore amoris mei dignatus

es mori. Per temetipsum Dei Filium; Qui

cum Patre, etc. Amen.

FERIA TERTIA

Præparibis te ad ultimam Confessionem; et ad plag. Jesu petes donum perfectæ contritionis, et semper faciendi Dei voluntatem.

Præp. quotid. — Ave Maria.

V. Illumina oculos, ut supra.

Ant. 1: Protegat me.

PSALM. LXVI.

Deus misereatur nostri et benedicat nobis:

per illam, quæ Eum genuit.

Miserere nostri, Domina, et ora pro nobis

in sanctam lastitiam converte mæstitiam nostram.

Illumina me, Stella maris: clarifica me

Virgo clarissima.

Extingue ardorem cordis mei:

refrigera me gratia Tua.

Protegat me semper gratia Tua: præsentia

Tua illustret finem meum.

Gloria, etc.

Ant. 1: Protegat me, Domina, gratia Tua semper;

et præsentia Tua illustret finem meum.

Ant. 2: Assiste, Domina.

PSALM. LXXII.

Quam bonus Israel Deus: his, qui Matrem Suam colunt et venerantur.

Ipsa enim est solatium nostrum: in laborious subventio optima.

Obtexit caligine animam meam hostis:

In visceribus meis, Domina, lucem fac oriri.

Avertatur a me ira Dei per Te : placa

Eum meritis, et precibus Tuis.

In Judicio pro me assiste : coram eo suscipe

causam meam, et mea, sis advocata.

Gloria, etc.

Ant. 2:  Assiste, Domina, pro me judicio:

coram Deo est advocata mea, et suscipe causam meam.

Ant. 3: Erige, Domina.

PSALM. LXXVI.

Vocem mea ad Dominam clamavi:

et sua gratia intendit mihi.

Abstulit a corde meo mæstitiam, et mœrorem:

et suavitate sua cor meum dulcoravit.

Formidinem meam erexit in confidentiam bonam:

et suo aspectu mellifluo mentem meam serenavit.

Adjutorio sancto Tuo evasi pericula mor

tis : et de manu crudeli subterfugi.

Gratias Deo, et Tibi, Mater pia, de omni

bus, quae assequutus sum: pietate, et Misericordia Tua.

Gloria, etc.

Ant. 3: Erige, Domina; formidinem meam in

confidentiam bonam: et fac, ut adjutorio

sancto Tuo evadam pericula mortis.

Ant. 4: Expergiscere.

PSALM. LXXIX.

Qui Regis Israel, intende ad me: fac me

digne Matrem Tuam collaudare.

Expergiscere de pulvere, anima mea: perge

in occursum Reginæ Cœli.

Solve vincula colli tui, paupercula anima

mea : et gloriosis laudibus accipc illam.

Odor vitae de ilia progreditur: et omnis

salus de corde illius scaturizat.

Charismatum Suorum fragrantia suavi: animæ

mortuæ suscitantur.

Gloria, etc.

Ant. 4: Expergiscere de pulvere, anima mea;

perge in occursum Reginæ Cœli.

Ant. 5: Ne derelinquas.

PSALM. LXXXIII.

Quam dilecta tabernacula Tua, Domina, virtutum:

quam amabilia tentoria requietionis Tuæ.

Honorate illam, peccatores: et impetrabit

vobis gratiam, et salutem.

Super thus, et balsamum, oratio ejus: incensum

preces Ejus non revertentur vacuæ, nec inanes.

Intercede pro me, Domina, apud Christum

Tuum: nec derelinquas me in vita,

neque in morte.

Benignus est enim spiritus Tuus: gratia

Tua replet orbem terrarum.

Gloria etc.

Ant. 5: Ne derelinquas me, Domina, in vita, neque in morte,

sed intercede pro me apud Christum Tuum.

Preces, ut supra.

OREMUS.

Propter angustias, et cruciatus, quos cor

Tuum sustinuit, Virgo Beatissima, quando

audisti Filium Tuum dilectissimum adjudicatum

morti et Crucis supplicio: succure nobis tempore infirmitatis nostræ,

quando corpus nostrum dolore infirmitatis cruciabitur;

et spiritus noster, hinc propter insidias dæmonum,

illinc propter terrorem districti judicii angustiabitur:

subveni, inquam, nobis, Domina, tunc, ne damnationis æternæ

contra nos proferatur sententia ; aut ne flammis gehennalibus

tradamur æternaliter cruciandi. Præstante

eodem Domino nostro Jesu Christo,

etc. Amen.

V. Ora pro nobis Sancta Dei Genitrix.

R. Ut digni efficiamur promissionibus Christi.

V. Requiescamus in pace. B. Amen.

Canticum S. Bonaventuræ,  Te Matrem Dei laudamus, etc.

PRO FERIA III.

Oratio S. Francisci in Offic. Passionis.

Sancta Maria Virgo, non est Tibi similis

nata in mundo in mulieribus, Filia, et Ancilla

Altissimi Regis Patris Ccelestis ; Mater Sanctissima

Domini nostri Jesu Christi, Sponsa

Spiritus Sancti ; or’a pro nobis cum S. Michæle

Arcangelo et omnibus Sanctis Tuum Sanctissimum

Filium dilectissimum Dominum

nostrum, et Magistrum. Amen.

FERIA QUARTA

Præparabis te ad SS. Viaticum; et ad Plagas Jesu petes hunc Panem quotidianum, nec non fidei, spei et charitatis avgmentum.

[Ti preparerai al SS. Viatico; ed alle piaghe di Gesù chiederai il pane quotidiano non senza un aumento di fede, speranza e carità]

Præp. quotid. — A te Maria.

V. Illumina oculos, ut supra

Ant. 1: Fac, Domina.

PSALM. LXXXVI

Fundamenta vitæ in anima justi: perseverare

in charitate Tua usque in finem.

Gratia Tua relevat pauperem in adversitate:

et invocatio Tui nominis imittit ei confidentiam bonam.

Miserationibus Tuis repletur Paradisus:

et a terrore Tuo hostis confunditur infernalis.

Qui sperat in Te, inveniet thesauros pacis:

et qui Te non invocat in hac vita

non perveniet ad Regnum Dei.

Fac, Domina, ut vivamus in gratia Spiritus Sancti:

et perduc animas nostras ad sanctum finem.

Gloria, etc.

Ant. 1: Fac, Domina, ut vivamus in gratia

Spiritus Sancti; et perduc animas nostras ad

sanctum finem.

Ant. 2: Gratiosus vultus.

PSALM. LXXXVIII

Misericordias Tua Domina: in sempiternum decantabo.

Unguento pietatis Tuæ medere contritis corde:

et oleo misericordiæ Tuæ refove dolores nostras.

Gratiosus vultus Tuus mihi appareat in ex

tremis: et formositas faciei Tua? lætificet

egredientem spiritum meum.

Excita spiritum meum ad amandum bonitatem

Tuam: excita mentam meam ad extollendam

nobilitatem, et pretiositatem Tuam.

Libera me ab omni tribulatione mala: et ab

omni peccato custodi animam meam.

Gloria.

Ant. 2: Gratiosus vultus Tuus mihi appareat

in extremis; et formositas faciei Tua: lætificet

egredientem spiritum meum.

Ant. 3: Qui speraverit.

PSALM. XC.

Qui habitat in adjutorio Matris Dei: in

protectione ipsius commorabitur.

Concursus hostis non nocebit ei:

sagitta volans non tanget eum.

Quoniam liberabit eum de laqueo insidiantis:

et sub pennis suis proteget eum.

Clamate ad illam in periculis vestris:

et flagellum non appropinquabit

tabernaculo vestro.

Fructus gratiæ inveniet, qui speravit in

Illa: porta Paradisi reserabitur ei.

Gloria, etc.

Ant. 3: Qui speraverit in Te, Domina, inveniet fructus gratiæ:

et porta Paradisi reserabitur ei.

Ant. 4: Suscipe.

PSALM. XCIV.

Venite exultemus Dominae nostræ: jubilemus

salutiferæ Mariæ Reginæ nostræ.

Praeocupemus faciem ejus in jubilatione:

et in canticis collaudemus Eam.

Venite adoremus, et procidamus ante Eam:

confiteamur Illi cum fletibus peccata nostra.

Impetra nobis, Domina, indulgentiam plenam

: assiste pro nobis ante Tribunal Dei.

Suscipe, Domina, in fine animas nostras:

et introduc nos in requiem æternam.

Gloria.

Ant. 4: Suscipe, Domina, in fine animas nos

tras ; et introduc nos in requiem feternam.

Ant. 5: Succurre.

PSALM. XCIX.

Jubilate Dominæ nostra, omnes homines

terræ: servite Illi in lætitia, et jucunditate.

In toto animo vestro accedite ad illam:

et in omni virtute vestra conservate vias ejus.

Investigate Illam, et manifestabitur vobis:

estote mundi corde, et apprehendetis Eam.

Quibus auxiliata fueris, Domina, erit refrigerium

pacis : et a quibus averteris vultum

Tuum, non erit spes ad salutem.

Recordare nostri, Domina; et non appre

hendent nos mala: succurre nobis in fine,

ut veniamus ad vitam æternam.

Gloria, etc.

Ant. 5: Succure nobis, Domina, in fine ; et

non apprehendent nos mala, sed inveniemus

vitam æternam.

Preces, ut supra.

OREMUS.

Propter doloris gladium, qui pertransivit

animam Tuam, Virgo dulcissima, quando Filium

Tuum dilectissimum cernebas nudum in

Cruce levatum, clavis perforatum; ac per om

nia laceratum, plagis ac verberibus, nec non

et vulneribus; adjuva nos, ut et cor nostrum

nunc compassionis et compunctionis gladius

per fodiat, divinique amoris lancea vulneret,           

ita ut omnis peccali sanguis effluat a pectore

nostro, et a noxiis vitiis emundemur, virtutum

indumentis decoremur, semperque mente ac

corpore de hac valle miserias levemur ad cœ

lestia, quo tandem cum promissus dies advenerit,

pervenire spiritu et corpore mereamur.

Praestante eodem Domino nostro Jesu Christo

Filio Tuo, etc. Amen.

V. Ora pro nobis Sancta Dei Genitrix.

R. Ut digni efficiamur promissionibus Christi.

V. Requiescamus in pace. R. Amen.

Canticum S. Bonaventuræ, Te Matrem Dei laudamus, etc.

PRO FERIA IV.

Oratio S. D. Bonaventurae in Psalt. B. M. V.

Omnipotens sempiterne Deus, qui pro no

bis de Castissima Virgine Maria nasci dignatus

es ; fac nos Tibi casto corpore servire et humili

mente placare. Qui vivis et regnas, etc.

Amen.

FERIA QUINTA.

Præparabis te ad Extremam Unctionem et Indulgentias; et ad Plagas Jesu petes remissionum omnium debitorum Tuorum, remittendo debitoribus tuis.

Præp. quotid. — Ave Maria.

V. Illumina oculos, ut supra.

Ant. 1: Conforta Domina.

PSALM. C.

Misericordiam, et judicium cantabo Tibi,

Domina: psallam Tibi in exultatione cordis

cum lætificaveris animam meam.

Laudabo Nomen Tuum, et gloriam Tuam:

et præstabis refrigerium animæ meæ.

Zelatus sum amorem, et honorem Tuum:

ideo defendas causam meam

ante Judicem Sæculorum.

Allectus sum gratia, et bonitate Tua: oro

ne frauder a spe, et confidentia bona.

Conforta animam meam in novissimis :

et in came ista fac me conspicere Salvatorem.

Gloria, etc.

Ant. 1: Conforta, Domina, animam meam in

novissimis: et defende causam meam ante

Judicem Sæculorum.

Ant. 2: Da, Domina.

PSALM. CIII

Benedic anima mea Virgini Mariæ: honor

et magnificentia Ejus in perpetuum.

Formositatem, et pulchritudinem induisti:

amicta es, Domina, fulgenti vestimento.

De Te procedit peccatorum medela: et

pacis disciplina ac fervor charitatis.

Imple nos servos Tuos virtutibus Sanctis:

et ira Dei non appropinquet nobis.

Jucunditatem æternam da servis Tuis: et

noli eos oblivisci in certamine mortis.

Gloria, etc.

Ant. 2: Da, Domina, servis Tuis jucundititem

aeternam, et noli eos oblivisci in certamine

mortis.

Ant. 3: Non expavescent.

PSALM. CX.

Confitebor Tibi, Domina, in toto animo

meo: glorificabo Te in tota mente mea.

Opera gratiæ Tuæ commemorabuntur: et

testamentum misericordiæ Tuæ

ante Thronum Dei.

Per Te missa est redemptio a Deo:

populus pœnitens habebit spem salutis.

Intellectus bonus omnibus honorantibus

Te : et sors illorum erit inter Angelos pads.

Gloriosum, et admirabile est Nomen Tuum

: qui illud in corde retinent,

non expavescent in puncto mortis.

Gloria, etc.

Ant. 3: Non expavescent, Domina, in punc

to mortis, qui invocant nomen Tuum: et

sors illorum erit inter Angelos pacis.

Ant. 4:  In exitu.

PSALM. CXIII.

In exitu animæ meæ de hoc mundo:

Occurre illi, Domina, et suscipe eam.

Consolare eam vultu sancto Tuo:

aspectus Dæmonis non conturbet illam.

Esto illi scala ad Regnum Cœlorum: et

iter rectum ad Paradisum Dei.

Impetra ei a Patre indulgentiam pacis; et

sedem lucis inter servos Dei.

Sustine devotos ante Tribunal Christi:

suscipe causam eorum in manibus Tuis.

Gloria, etc.

Ant. 4: In exitu animæ meæ de hoc mundo:

occurre illi, Domina, et suscipe eam.

Ant. 5: Circumdederunt.

PSALM. CXIV

Dilexi Matrem Dei Domini mei: et lux

miserationum Ejus infblsit mihi.

Circumdederunt me dolores mortis:

et visitation Mariæ lætificavit me.

Dolorem et periculum incurri: et recreatus

sum gratia Illius.

Nomen Ejus, et memoriale Illius

sit in medio cordis nostri:

et non nocebit nobis ictus malignantis.

Convertere, anima mea, in laudem ipsius :

et invenies refrigerium in novissimis Tuis.

Gloria, etc.

Ant. 5: Circumdederunt me dolores mortis;

et visitatio Mariæ lætificavit me.

Preces ut supra.

OREMUS.

Propter gravamen, et tormentum quo torquebatur

spiritus Tuus, Virgo sanctissima,

quando juxta Crucem Filium Tuum præ doloribus

voce magna clamantem, Te Matrem

dilectam Joanni commendantem, in manusque

Dei Patris spiritum tradentem attendebas:

succurre nobis in fine vitæ nostræ, et maxime

tunc, quando lingua nostra nequiverit se ad

Te invocandem movere; cum oculi nostri lumine

privabuntur, aures surdescent et obturabuntur,

omnesque vires sensuum nostrorum

deficient. Memento, piisima Domina, tunc,

quod nunc fundimus preces ad aures Tuae

pietatis et clementiæ; et subveni nobis in

ilia hora extremæ necessitatis, ac Filio Tuo

dilectissimo commenda spiritum nostrum, per

Quem Tuo interventu a tormentis, et terroribus

omnibus eruamur, et ad desideratam Cœlestis

patriae requiem perducamur. Præstante

eodem Domino nostro Jesu Christo Filio

Tuo, etc. Amen.

V. Ora pro nobis Sancta Dei Genitrix.

R. Ut digni efficiamur promissionibus

Christi.

V. Requiescamus in pace. R. Amen.

Canticum S. Bonaventuræ, Te Matrem Dei laudamus, etc.

PRO FERIA V.

Alia Oratio ejusdem S. D. in eodem loco.

Oramus etiam Te, piissima Virgo Maria,

mundi Regina, et Angelorum Domina, ut iis,

quos in Purgatorio ignis examinat, impetres

refrigerium, peccatoribus indulgentiam, et

justis perseverantiam in bono: nos quoque

fragiles ab omnibus instantibus defende periculis.

Per Christum, etc. Amen.

FERIA SEXTA

Praeparabis te ad commendationem animæ; et ad Plagas Jesu petes semper vigilare et orare, ut vincas omnes tentationes et bonam mortem consequaris.

[Ti preparerai a commendare l’anima; ed alle piaghe di Gesù chiederai di vigilare e pregare sempre per vincere ogni tentazione e conseguire la buona morte]

Præp. quotid. — Ave Mabia.

V. Illumina oculos, ut supra.

Ant. 1: In die mortis.

PSALM. CXIX.

Ad Dominam cum tribularer, clamavi;

et exaudivit me.

Domina, libera nos ab omni malo:

cunctis diebus vitæ nostræ.

Contere caput inimicorum nostrorum:

pede insuperabilis virtutis Tux.

Ut exultavit spiritus Tuus in Deo salutari Tuo:

sic veram digneris infundere

lætitiam corde meo.

Ad Dominum accede rogatura pro nobis:

ut per Te nostra peccata deleantur.

Gloria, etc.

Ant. 1: In die mortis nostras infunde nobis

Domina, veram laetitiam: sicut exultavit

spiritus Tuus in Deo salutari Tuo.

Ant. 2: Impetra nobis.

PSALM. CXXI.

Lætatus sum in Te, Regina Cœli: quia

Te duce, in domum Domini ibimus.

Hierusalem Cælestis civitas: ad Te, Maria

previa, veniamus.

Pacem, et indulgentiam, Virgo, nobis impetra:

et palmam de hostibus ac triumphum.

Conforta, et consolare cor nostrum;

Tuæ dulcedine pietatis.

Sic Domina nobis Tuam infunde clementiam:

ut devote in Domino moriamur.

Gloria, etc.

Ant. 2: Impetra nobis, Domina, pacem, et

indulgentiam, ut devote in Domino moriamur.

Ant. 3: Releva, Domina.

Qui confidunt in Te, Mater Dei:

non timebunt a facie inimici.

Gaudete et exultate omnes, qui diligitis

eam: quia adjuvabit vos in die tribulationis

vestræ.

Reminiscere miserationum Tuarum Domina:

et releva peregrinationem incolatus nostri.

Convene amabilem vultum Tuum super

nos : confunde, et destrue omnes inimicos

nostras.

Benedicta sint omnia opera manum Tuarum,

Domina: benedicta sint omnia sancta

miracula Tua. Gloria, etc.

Ant. 3: Releva, Domina, peregrinationem in

colatus nostri; et adjuva nos

in die tribulationis.

Ant. 4: Fac, Domina.

PSALM. CXXVIII.

Sæpe expugnaverunt me a juventute mea

inimici mei: libera me Domina,

et vindica me ab ipsis.

Ne des illis potestatem in animam meam:

custodi omnia interiora, et exteriora mea.

Obtine nobis veniam peccatorum: et per

Te Sancti Spiritus gratia nobis detur.

Fac nos digne et laudabilliter pcenitere:

ut beato fine ad Deum veniamus.

Placatum tunc, et serenissimum: nobis

ostende gloriosum fructum ventris Tui. Gloria,

Ant. 4: Fac Domina, ut beato fine ad Deum

veniamus; et ostende nobis tunc placatum

gloriosum fructum ventris Tui.

Ant. 5. Deduc me.

PSALM. CXXIX.

De profundis clamavi ad Te Domina:

Domina, exaudi vocem meam.

Fiant aures Tuæ intendentes: in vocem

laudis, et glorificationis Tuæ.

Libera me de manu adversariorum meorum:

confunde ingenia, et conatus eorum

contra me.

Erue me in die mala: et in die mortis ne

obliviscaris animæ meæ.

Deduc me ad portum salutis: et inter

justos scribatur nomen meum.

Gloria, etc.

Ant. 5: Deduc me, Domina, ad portum salutis:

et in die mortis Tie obliviscaris animae

meæ.

Preces, ut supra.

OREMUS.

Propter planctum acerbi ejulatus,

quem profundo pectoris fonte

manantem abscondere non valebas,

Virgo castissima, quando (ut pie creditur)

in amplexus ruebas exanimum

corpus Filii Tui de cruce depositum, cujus

genas ante nitentes, et ora rutilantia mortis

conspiciebas perfundi palloribus, ipsumque

totum concussum cemebas lividum livoribus,

ac concisum vulnere super vulnus; auxilliare

nobis, ut nunc sic nostra plangamus facinora,

et emplastris pœnitentia peccatorum curemus

vulnera, ut dum corpus nostrum morte deformatur,

nostra tunc utilet anima candore innocentiæ;

quatenus digni simus frui mellifluis

osculis, constringamurque amorosis amplexibus

super omnia dulcissimi Filii Tui Domini

nostri Jesu Christi; qui cum Patre, et Spiritu

Sancto vivit, etc. Amen.

V. Ora pro nobis Sancta Dei Genitrix.

R. Ut digni efficiamur promissionibus

Christi.

V. Requiescamus in pace. R. Amen.

Canticum S. Bonaventuræ, Te Matrem Dei laudamus, etc.

PRO FERIA VI.

Oratio ex Devotionario B. V.

O Domina mea Sancta Maria, me in

Tuam benedictam fidem, ac singularem custodiam,

et in sinum misericordias Tuae hodie et

quotidie, et hora exitus mei, animam meam

et corpus meum Tibi commendo, omnem

spem meam, et consolationem meam, omnes

angustias et miserias meas, vitam et finem vitæ meæ

Tibi committo: ut per Tuam sanctissimam

intercessionem et per Tua merita,

omnia mea dirigantur, et disponantur opera

secundum Tuam, Tuique Filii voluntatem.

Amen.

SABBATO.

Prœparabis te ad Judicium et Præmium servi boni et fidelis; et ad Plagas Jesu propones taliter vivere usque ad mortem, ac petes esse liber a malo omnis peccati et perditionis æternæ.

Praep. quotid. — Ave Maria.

V. Illumina oculos, ut supra.

Ant. 1 Conforta nos.

PSALM. CXXX

Domina non est exaltatum cor meum: ne

que sublimati sunt oculi mei.

Benedixit Te Dominus in virtute Sua:

qui per Te ad nihilum redegit inimicus nostras.

Benedictus sit qui Te a peccato originali

præservavit: et mundam de Matris utero Te

produxit.

Benedictus sit qui Te obumbravit:

et sua gratia Te fæcundavit.

Benedic nos, Domina, et conforta nos in

gratia Tua: ut per Te ante conspectum

Domini præsentemur.

Gloria, etc.

Ant. 1:  Conforta nos, Domina, indie mortis,

ut per Te ante conspectum Domini præsentemur.

Ant. 2: Respiremus.

PSALM. CXXXIV

Laudate nomen Domini: benedicite nomen

Mariæ Matris Ejus.

Mariæ precamina frequentate:

et suscita

bit vobis voluptates sempiternas.

In anima contrita veniamus ad illam : et

non stimulabit nos cupiditas peccati.

Qui cogitat de Ilia in tranquillitate mentis :

inveniet dulcorem, et requiem pacis.

Respiremus ad Illam in omni actione nostra:

et reserabit nobis atria triumphantium.

Gloria, etc.

Ant. 2: Respiremus ad Mariam in die mortis nostra:

et reserabit nobis atria triumphantium.

Ant. 3: In quacumque.

PSALM. CXXXVII

Confitebor Tibi, Domina, in toto corde meo:

quia per Te expertus sum clementiam Jesu Christi.

Audi, Domina, verba mea, et preces meas:

et in conspectu Angelorum cantabo Tibi

laudes.

In quacumque die invocavero Te, exaudi

me: et multiplica virtutem in anima mea.

Confiteantur Tibi omnes tribus, et linguæ:

quia per Te salus restituta est nobis.

Ab omni perturbatione libera servos Tuos:

et fac eos vivere sub pace, et protection Tua.

Gloria, etc.

Ant. 3: In quacumque die invocavero Te,

Domina, exaudi me; et multiplica

virtutem in anima mea.

Ant. 4: Hostis meus.

PSALM. CXLI.

Voce mea ad Dominam clamavi: Ipsamque

humiliter deprecatus sum.

Effudi in conspectu Ejus lacrymam meam:

dolorem meum Ipsi exposui.

Insidiatur hostis calcaneo meo:

Extendit contra me rete suum.

Adjuva me, Domina, ne corruam coram eo:

fac ut conteratur sub pedibus meis.

Educ de carcere animam meam, et confiteatur

Tibi: et psallat Deo forti in perpetuum.

Gloria, etc.

Ant. 4: Hostis meus insidiatur calcaneo meo :

adjuva me Domina, ne corruam coram eo.

Ant. 5:  Cum exierit.

PSALM. CXLV.

Lauda, anima mea, Dominam: glorificabo

Eam quamdiu vixero.

Nolite cessare a laudibus ejus: et per

singula momenta recogitate Illam.

Cum exierit spiritus meus, Domina,

sit Tibi commendatus: et in terra ignota

præsta illi ducatum.

Non conturbent eum culpæ prius commissi:

nec inquietent ipsum concursus malignantis.

Perduc eum ad portum salutarem: ibi

præstoletur secure adventum Redemptoris.

Gloria, etc.

Ant. 5: Cum exierit, Domina, spiritus meus,

sit Tibi commendatus, et in terra ignota præsta

illi ducatum.

Preces ut supra.

OREMUS.

Propter singultus, et suspira, indicibiliaque

lamenta, quibus affligebantur intima Tua,

Virgo Gloriosissima, quando Filium Tuum

Unigenitum animæ Tuæ solatium Tibi sublatum

et sepultum videbas: ad nos exules filios Evæ

ad Te clamantes,  et suspirantes in hac

valle lacrymarum illos Tuos misericordes oculos

converte, et Jesum benedictum fructum

ventris Tui nobis post hoc exilium ostende,

Tuisque suffragantibus meritis, Ecclesiasticis

fac Sacramentis muniri, et fine beato consumari,

et æterno Judici tandem misericorditer

presentari. Prestante eodem Domino nostra

Jesu Christo Filio Tuo, qui cum Patre, etc.

Amen.

V. Ora pro nobis Sancta Dei Genitrix.

R. Ut digni efficiamur promissionibus

Christi.

V. Requiescamus in pace. R. Amen.

CANTICUM S. BONAVENTURÆ

Considerabis gloriosum transitum et Assumptionem B. M. V. eamque cum Angelis laudabis, orans, ut cum Jesu et S. Joseph tibi assistat in morte.

Te Matrem Dei laudamus: Te Mariam

Virginem profitemur.

Te Æterni Patris Filiam: omnis terra veneratur.

Tibi omnes Angeli, et Arcangeli: Tibi

Throni, et Principatus fideliter deserviunt.

Tibi omnes Potestates, et omnes Virtutes

Cœlorum: et universal Dominationes obediunt.

Tibi omnes Chori: Tibi Cherubim, et

Seraphim exultantes assistunt.

Tibi omnis Angelica creatura: incessabili

voce proclamat.

Sancta, Sancta, Sancta : Maria Dei Genitrix,

et Mater, et Virgo.

Pleni sunt Coeli, et Terra: Majestatis

gloriae Fructus ventris Tui.

Te gloriosus Apostolorum Chorus: Sui

Creatoris Matrem collaudat.

Te Beatorum Martyrum ccetus Candidatus:

Christi Genetricem glorificat.

Te Gloriosus Confessorum exercitus Trinitatis

Templum appellat.

Te Sanctarum Virginum chorea amabilis:

Virginitatis, et humiliatis exemplum pradicat.

Te tota Cœlestis Curia: Reginam honorat.

Te per universum Orbem:

Ixclesia invocando concelebrat.

Matrem: Divinæ Majestatis.

Venerandam Te veram:

Regis Cœlestis puerperam.

Sanctam quoque: dulcem et piam.

Tu Angelorum Domina: Tu Paradisi janua.

Tu Scala Regni Cœlestis et gloriæ.

Tu Thalamus: Tu Arca pietatis, et gratiæ.

Tu vena Misericordiæ: Tu Sponsa, et

Mater Regis æterni.

Tu templum, et Sacrarium Spiritus Sancti:

totius Beatissimae Trinitatis nobile triclinium.

Tu mediatrix Dei, et hominum: amatrix

mortalium, Cœlestis illuminatrix.

Tu agonizatrix pugnantium, advocata pauperum

: miseratrix, et refugium peccatorum.

Tu erogatrix munerum; Superatrix, ac

Terror Demonum et superborum.

Tu mundi Domina, Cœli Regina: post

Deum sola Spes nostra.

Tu salus Te invocantium,

Portus naufragrantium:

miserorum solatium, pereuntiumrefugium.

Tu Mater omnium Beatorum, Gaudium

Plenum post Deum: omnium supernorum

Civium Solatium.

Tu Promotrix justorum, Congregatrix errantium:

Promissio Patriarcharum.

Tu Veritas Prophetarum, Praeconium, et

Doctrix Apostolorum: Magistra Evangelistarum.

Tu fortitudo Martyrum,Exemplar Confessorum:

Honor, et Festivitas Virginum.

Tu ad liberandum exulem hominem: Filium

Dei sucepisti in uterum.

Per Te, expugnato hoste antiquo: sunt

aperta fidelibus Regna Cœlorum.

Tu cum Filio Tuo sedes: ad dexteram

Patris.

Tu Ipsum pro nobis roga, Virgo Maria:

Quem nos ad judicandum credimus esse venturum.

Te ergo poscimus nobis Tuis famulis subveni:

qui pretioso Sanguine Filii Tui

redempti sumus.

Æterna fac, pia Virgo: cum Sanctis Tuis

nos gloria numerari.

Salvum fac populum Tuum, Domina: ut

simus participes hæreditatis Filii Tui.

Et rege nos: et custodi nos in æternum.

Per singulos dies: O Pia, Te salutamus.

Et laudare Te cupimus: usque in æternum

mente et voce.

Dignare, dulcis Maria: nunc, et semper

nos sine delicto conservare.

Miserere, Pia nobis: miserere nobis.

Fiat misericordia Tua magna nobiscum:

quia in Te, Virgo Maria, confidimus.

In Te, dulcis Maria, speramus: nos defendas

in Æternum.

Te decet laus, Te decet imperium: Tibi

virtus, et gloria in sæcula sæculorum. Amen.

PRO SABBATO.

Oratio ex eodem Officio.

O Maria Dei Genitrix, et Virgo gratiosa,

omnium desolatorum ad Te clamantium consolatrix

vera, per illud magnum gaudium, quo

consolata es, quando cognovisti Dominum

Jesum die tertia a mortuis impassibilem resurrexisse;

sis consolatrix animae meae, et

apud eundem Tuum, et Dei natum Unigenitum

in die novissimo, quando cum anima et

corpore ero resurrecturus, et de singulis meis

factis rationem redditurus, medigneris juvare,

ut perpetuae damnationis sententiam per Te,

pia Mater et Virgo, valeam evadere, et cum

electis Dei omnibus ad eeterna gaudia feliciter

pervenire. Amen.

* * *

ORATIO S. AUGUSTINI.

Domine Jesu Christe, qui pro redemptione

mundi nasci voluisti, circumcidi, a Judaeis reprobari,

a Juda traditore osculo tradi, vinculis

alligari, sicut agnus innocens ad victimam

duci, atque conspectibus Annas, Caiphæ, Pilati

et Herodis indecenter offerri; a falsis testibus

accusari, flagellis et opprobriis vexari, sputis

conspui. spinis coronorari, colaphis credi,

arundine percuti facie velari, vestibus exui,

Cruci clavis affigi, in Cruce levari, inter latrones

deputari, felle, et aceto potari, et lancea

vulnari. Tu Domine, per has sanctisssmas

poenas Tuas, quas ego indignus recolo, et per

sanctam Crucem, et mortem Tuam, libera

me et omnes animas pretioso Sanguine Tuo

redemptas a poenis inferni: et omnes perducere

digneris quo perduxisti Latronem Tecum

crucifixum. Qui cum Patre, spiritu et Sancto

vivis, et regnas in sæcula sæculorum.

Amen.

Centum dies indulgentiæ quotiescumque sequens oratio

jaculatoria corde contrito devote recitabitur.

Dulcissimum Cor Mariæ sis mihi salus.

Benedicta sit Sancta et Immaculata Conceptio

Beatæ Mariæ Virginis.

V. In Conceptione Tua, Virgo Maria

Immaculata es.

R. Ora pro nobis Deum, cujus Filium

Jesum, conceptum de Spiritu Saneto genuisti.

Ad B. V. Mariam gladio doloris transfixam.

Scribe, Domina, Vulnera Tua in cor meum,

ut in eis legam dolorem et amorem; dolorem

ad sustinendum pro Te omnem dolorem;

amorem ad contendum pro Te omnem

amorem.

Ante SS. Communionem vel pro Communione Spirituali.

O Jesu vivens in Maria

Veni et vive in Famulo Tuo

In spiritus Sanctitatis Tuæ

In plenitudine Virtutis Tuus

In perfectione Viarium Tuarum

Tu veritate Virtutum Tuarum

In communione Mysteriorum Tuorum

Dominare omni adversae potestati in Spiritu

Tuo ad gloriam Patris. Amen.

Post SS. Eucharistiam, e diur. Sac. Ord. Præd.

O Serenissima et Inclyta Mater Domini

nostri Jesu Christi, Virgo Maria, Regina

Mundi, qui eundem creatorem omnium creaturarum

Tuo sanctissimo utero fuisti digna

portare, cujus idem Sacratissimum corpus ct

sanguinem sumpsi, ad ipsum pro me, misero

peccatori intercedere digneris ut quidquid in

hoc ineffabili Sacramento, ignoranter negligenter,

irreverenter et accidentaliter, omisso

vel commisso Tuis precibus sanctissimis milii

indulgere dignetur; Qui vivit et regnat in

sæcula sæculorum. Amen.

Pretiuncula Orationem claudens.

Suscipe, clementissime Deus precibus et

meritis Beatre Marias semper Virginis, et

omnium Sanctorum, officiura servitutis nostras,

et si quid dignum laude egimus, propitius

respice et quod negligenter actum est, clementer

ignosce, qui in Trinitate et unitate

perfecta vivis et regnas in sæcula.

V. Nos cum prole pia,

R. Benedicat Virgo Maria.

Fiant Domine ut complaceant eloquia mea

et meditatio cordis mei in conspectu Tuo semper.

Et Fidelium animæ, per misericordiam Dei

requiescant in pace. Amen.

ATTO DI CONSACRAZIONE E DI RIPARAZIONE AL SACRATISSIMO CUORE DI GESÙ

ATTO DI CONSACRAZIONE E DI RIPARAZIONE AL SANTISSIMO CUORE DI GESÙ

ACTUS REPARATIONIS ET CONSECRATIONIS

Iesu dulcissime, cuius effusa in homines caritas, tanta oblivione, negligentia, contemptione, ingratissime rependitur, en nos, ante altaria [an: conspectum tuum] tua provoluti, tam nefariam hominum socordiam iniuriasque, quibus undique amantissimum Cor tuum afficitur, peculiari honore resarcire contendimus. Attamen, memores tantæ nos quoque indignitatis non expertes aliquando fuisse, indeque vehementissimo dolore commoti, tuam in primis misericordiam nobis imploramus, paratis, voluntaria expiatione compensare flagitia non modo quæ ipsi patravimus, sed etiam illorum, qui, longe a salutis via aberrantes, vel te pastorem ducemque sectari detrectant, in sua infìdelitate obstinati, vel, baptismatis promissa conculcantes, suavissimum tuæ legis iugum excusserunt. Quæ deploranda crimina, cum universa expiare contendimus, tum nobis singula resarcienda proponimus: vitæ cultusque immodestiam atque turpitudines, tot corruptelæ pedicas innocentium animis instructas, dies festos violatos, exsecranda in te tuosque Sanctos iactata maledicta àtque in tuum Vicarium ordinemque sacerdotalem convicia irrogata, ipsum denique amoris divini Sacramentum vel neglectum vel horrendis sacrilegiis profanatum, publica postremo nationum delicta, quæ Ecclesiæ a te institutæ iuribus magisterioque reluctantur. Quæ utinam crimina sanguine ipsi nostro eluere possemus! Interea ad violatum divinum honorem resarciendum, quam Tu olim Patri in Cruce satisfactionem obtulisti quamque cotidie in altaribus renovare pergis, hanc eamdem nos tibi præstamus, cum Virginis Matris, omnium Sanctorum, piorum quoque fìdelium expiationibus coniunctam, ex animo spondentes, cum præterita nostra aliorumque peccata ac tanti amoris incuriam firma fide, candidis vitæ moribus, perfecta legis evangelicæ, caritatis potissimum, observantia, quantum in nobis erit, gratia tua favente, nos esse compensaturos, tum iniurias tibi inferendas prò viribus prohibituros, et quam plurimos potuerimus ad tui sequelam convocaturos. Excipias, quæsumus, benignissime Iesu, beata Virgine Maria Reparatrice intercedente, voluntarium huius expiationis obsequium nosque in officio tuique servitio fidissimos ad mortem usque velis, magno ilio perseverantiæ munere, continere, ut ad illam tandem patriam perveniamus omnes, ubi Tu cum Patre et Spiritu Sancto vivis et regnas in sæcula sæculorum.

Amen.

[Gesù dolcissimo, il cui immenso amore per gli uomini viene con tanta ingratitudine ripagato di oblio, di trascuratezza, di disprezzo, ecco che noi, prostrati dinanzi ai vostri altari, intendiamo riparare con particolari attestazioni di onore una così indegna freddezza e le ingiurie con le quali da ogni parte viene ferito dagli uomini l’amantissimo vostro Cuore. Ricordevoli però che noi pure altre volte ci macchiammo di tanta indegnità, e provandone vivissimo dolore, imploriamo anzitutto per noi la vostra misericordia, pronti a riparare con volontaria espiazione, non solo i peccati commessi da noi, ma anche quelli di coloro che, errando lontano dalla via della salute, o ricusano di seguire Voi come pastore e guida ostinandosi nella loro infedeltà, o calpestando le promesse del Battesimo hanno scosso il soavissimo giogo della vostra legge. E mentre intendiamo espiare tutto il cumulo di sì deplorevoli delitti, ci proponiamo di ripararli ciascuno in particolare: l’immodestia e le brutture della vita e dell’abbigliamento, le tante insidie tese dalla corruttela alle anime innocenti, la profanazione dei giorni festivi, le ingiurie esecrande scagliate contro di Voi e i vostri Santi, gl’insulti lanciati contro il vostro Vicario e l’ordine sacerdotale, le negligenze e gli orribili sacrilegi ond’è profanato lo stesso Sacramento dell’amore divino, e infine le colpe pubbliche delle nazioni che osteggiano i diritti ed il Magistero della Chiesa da Voi fondata. Ed oh, potessimo noi lavare col nostro sangue questi affronti! Intanto, come riparazione dell’onore divino conculcato, noi Vi presentiamo  – accompagnandola con le espiazioni della vergine vostra Madre, di tutti i Santi e delle anime pie – quella soddisfazione che Voi stesso un giorno offriste sulla croce al Padre e che ogni giorno rinnovate sugli altari; promettendo con tutto il cuore di voler riparare, per quanto sarà in noi e con l’aiuto della vostra grazia, i peccati commessi da noi e dagli altri, e l’indifferenza verso sì grande amore, con la fermezza della fede, l’innocenza della vita, l’osservanza perfetta della legge evangelica, specialmente della carità, e d’impedire inoltre, con tutte le nostre forze, le ingiurie contro di Voi, e di attrarre quanti più potremo alla vostra sequela. Accogliete, ve ne preghiamo, o benignissimo Gesù, per intercessione della B. V. Maria Riparatrice, questo volontario ossequio di riparazione e vogliate conservarci fedelissimi nella vostra ubbidienza e nel vostro servizio fino alla morte col gran dono della perseveranza, mercé il quale possiamo tutti un giorno pervenire a quella patria, dove Voi col Padre e con lo Spirito vivete e regnate Dio per tutti i secoli dei secoli. Così sia].

Indulgentia quinque annorum.

Indulgentia plenaria, additis sacramentali confessione, sacra Communione et alicuius ecclesiæ aut publici oratorii visitatione, si quotidie per integrum mensem reparationis actus devote recitatus fuerit.

Fidelibus vero, qui die festo sacratissimi Cordis Iesu in qualibet ecclesia aut oratorio etiam (prò legitime utentibus) semipublico, adstiterint eidem reparationis actui cum Litaniis sacratissimi Cordis, coram Ss.mo Sacramento sollemniter exposito, conceditur:

Indulgentia septem annorum;

Indulgentia plenaria, dummodo peccata sua sacramentali pænitentia expiaverint et eucharisticam Mensam participaverint (S. Pæn. Ap., 1 iun. 1928 et 18 mart. 1932).

[Indulg. 5 anni; Plenaria se recitata per un mese con Confessione, Comunione, Preghiera per le intenzioni del Sommo Pontefice, visita di una chiesa od oratorio pubblico. – Nel giorno della festa del Sacratissimo Cuore di Gesù, 7 anni, se confessati e comunicati, recitata con le litanie de Sacratissimo Cuore, davanti al SS. Sacramento solennemente esposto: Indulgenza plenaria].

LITANIA SACRATISSIMI CORDIS IESU

Tit. XI, cap. II

Indulg. septem annorum; plenaria suetis condicionibus, dummodo cotidie per integrum mensem litania, cum versiculo et oratione pia mente repetita fuerint.

Pius Pp. XI, 10 martii 1933

KYRIE, eléison.

Christe, eléison.

Kyrie, eléison.

Christe, audi nos.

Christe, exàudi nos.

Pater de cælis, Deus, miserére nobis.

Fili, Redémptor mundi, Deus, miserére.

Spiritus Sancte, Deus, miserére.

Sancta Trinitas, unus Deus, miserére nobis.

Cor Iesu, Filii Patris ætèrni, miserére.

Cor Iesu, in sinu Virginis Matris a Spiritu Sancto formàtum, miserére …

Cor Iesu, Verbo Dei substantiàliter unitum, miserére.

Cor Iesu, maiestàtis infinitæ, miserére nobis.

Cor Iesu, templum Dei sanctum, miserére.

Cor Iesu, tabernàculum Altissimi, miserére.

Cor Iesu, domus Dei et porta cæli, miserére.

Cor Iesu, fornax ardens caritàtis, miserére.

Cor Iesu, iustitiæ et amóris receptàculum, miserére.

Cor Iesu, bonitàte et amóre plenum, miserére.

Cor Iesu, virtùtum omnium abyssus, miserére.

Cor Iesu, omni laude dignissimum, miserére.

Cor Iesu, rex et centrum omnium córdium, miserére.

Cor Iesu, in quo sunt omnes thesàuri sapiéntiæ et sciéntias, miserére.

Cor Iesu, in quo habitat omnis plenitùdo divinitàtis, miserére.

Cor Iesu, in quo Pater sibi bene complàcuit, miserére.

Cor Iesu, de cuius plenitudine omnes nos accépimus, miserére.

Cor Iesu, desidérium cóllium æternórum, miserére.

Cor Iesu, pàtiens et multæ misericórdiæ, miserére.

Cor Iesu, dives in omnes qui invocant te, miserére.

Cor Iesu, fons vitæ et sanctitàtis, miserére nobis.

Cor Iesu, propitiàtio prò peccàtis nostris, miserére.

Cor Iesu, saturàtum oppróbriis, miserére.

Cor Iesu, attritum propter scelera nostra, miserére.

Cor Iesu, usque ad mortem obédiens factum, miserére.

Cor Iesu, làncea perforàtum, miserére.

Cor Iesu, fons totius consolatiónis, miserére.

Cor Iesu, vita et resurréctio nostra, miserére.

Cor Iesu, pax et reconciliàtio nostra, miserére.

Cor Iesu, victima peccatórum, miserére.

Cor Iesu, salus in te speràntium, miserére.

Cor Iesu, spes in te moriéntium, miserére.

Cor Iesu, deliciæ Sanctórum omnium, miserére.

Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, parce nobis, Dòmine.

Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, exàudi nos, Dòmine,

Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, miserére nobis.

V. Iesu, mitis et hùmilis Corde.

R. Fac cor nostrum secùndum Cor tuum.

Orèmus.

Ominipotens sempitèrne Deus, réspice in Cor dilectissimi Filii tui, et in laudes et satisfactiónes, quas in nòmine peccatórum tibi persólvit, iisque misericórdiam tuam peténtibus tu véniam concede placàtus, in nòmine eiùsdem Filii tui Iesu Christi:Qui tecum vivit et regnat in sæcula sæculórum.

R. Amen.

[Litanie del S. Cuore di Gesù:

(Signore, abbi pietà di noi

Cristo, abbi pietà di noi.

Signore, abbi pietà di no:

Cristo, ascoltaci

Cristo, esaudiscici.

Dio, Padre celeste, abbi pietà di noi (ogni volta)

Dio, Figlio Redentore del mondo, abbi …

Dio, Spirito Santo, ….

Santa Trinità, unico Dio …

Cuore di Gesù, Figlio dell’Eterno Padre, abbi pietà di noi (ogni volta)

Cuore di Gesù, formato dallo Spirito Santo nel seno della Vergine Madre …

Cuore di Gesù, sostanzialmente unito al Verbo di Dio …

Cuore di Gesù, di maestà infinita …

Cuore di Gesù, tempio santo di Dio …

Cuore di Gesù, tabernacolo dell’Altissimo, …

Cuore di Gesù, casa di Dio e porta del Cielo, …

Cuore di Gesù, fornace ardente di carità, …

Cuore di Gesù, ricettacolo di giustizia e di amore, …

Cuore di Gesù, pieno di bontà e di amore, …

Cuore di Gesù, abisso di ogni virtù, …

Cuore di Gesù, degnissimo di ogni lode, …

Cuore di Gesù, Re e centro di tutti i cuori, …

Cuore di Gesù, in cui sono tutti i tesori di sapienza e di scienza, …

Cuore di Gesù, in cui abita la pienezza della divinità, …

Cuore di Gesù, in cui il Padre ha posto le sue compiacenze, …

Cuore di Gesù, dalla cui abbondanza noi tutti ricevemmo, …

Cuore di Gesù, desiderio dei colli eterni, …

Cuore di Gesù, paziente e misericordiosissimo, …

Cuore di Gesù, ricco con tutti coloro che ti invocano, …

Cuore di Gesù, fonte di vita e di santità, …

Cuore di Gesù, propiziazione pei peccati nostri. …

Cuore di Gesù, satollato di obbrobrii, …

Cuore di Gesù, spezzato per le nostre scelleratezze, …

Cuore di Gesù, fatto obbediente sino alla morte, …

Cuore di Gesù, trapassato dalla lancia, …

Cuore di Gesù, fonte d’ogni consolazione,

Cuore di Gesù, vita e risurrezione nostra, …

Cuore di Gesù, pace e riconciliazione nostra. …

Cuore di Gesù, vittima dei peccati, …

Cuore di Gesù, salute di chi in Te spera, …

Cuore di Gesù, speranza di chi in Te muore, …

Cuore di Gesù, delizia di tutti i Santi, …

Agnello di Dio che togli peccati del mondo, perdonaci o Signore.

Agnello di Dio che togli peccati del mondo, esaudiscici, o Signore

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi.

V. Gesù, mansueto e umile di cuore,

R. Rendi il nostro cuore simile al tuo.

Preghiamo

O Dio onnipotente ed eterno, guarda al Cuore del tuo dilettissimo Figlio, alle lodi ed alle soddisfazioni che Esso ti ha innalzato, e perdona clemente a tutti coloro che ti chiedono misericordia nel nome dello stesso tuo Figlio Gesù Cristo, che vive e regna con te, Dio, in unità con lo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli.

R. Così sia.]

https://www.exsurgatdeus.org/2019/01/06/unenciclica-al-giorno-toglie-gli-usurpanti-apostati-di-torno-miserentissimus-redemptor-di-s-s-pio-xi/

PRATICA DEL SANTO ROSARIO

Come pregare il Rosario in famiglia

La pratica quotidiana di questa devozione nel gruppo familiare, padre, madre e figli, servirà a creare maggiore armonia nella famiglia e porterà ad una maggiore pace e serenità. Aumenterà ulteriormente la pietà ed un maggiore sviluppo spirituale, oltre a far discendere la benedizione di Dio e la cura vigile della Madonna su tutti coloro che partecipano alla sua recita quotidiana.

E’ oltretutto semplice da recitare, e l’ora più conveniente perché tutta la famiglia possa essere presente è la sera, probabilmente subito dopo cena. Ogni membro può alternarsi nel condurre le preghiere.

Si inizia con:

V. Deus in adjutórium meum inténde.

R. Dómine, ad adjuvándum me festína.

1. Dapprima si dice il Credo degli Apostoli tenendo il crocifisso della corona tra le dita. Il conduttore dice: “Credo in Deum …”, poi tutti si uniscono al Credo.

2. Colui che conduce dice la prima metà del Pater sul grano grande della corona e la prima parte dell’Ave Maria sui tre grani piccoli, seguite dal Gloria Patri, mentre gli altri recitano la seconda parte di queste preghiere.

3. Chi conduce poi annuncia: il nome del Primo dei Cinque Misteri Gaudiosi (o Dolorosi, o Gloriosi).

4. Poi, nell’ordine, viene detto il Pater Noster sul grano grande e l’Ave Maria sui grani piccoli, con il Gloria alla fine di ogni decina.

Nota: la Madonna di Fatima il 13 giugno 1917 disse alla veggente Lucia: Dopo il Gloria Patri di ogni decina, tu dirai:

 O Gesù perdonate le nostre colpe, preservateci dal fuoco dell’inferno, portate in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della vostra misericordia

5. Si concludere l’ultima decina con la Salve Regina. Infine l’oremus.

6. Si può aggiungere la litania.

MISTERI DEL ROSARIO

Misteri gaudiosi

(lunedì, giovedì)

1 – Nel primo mistero gaudioso si contempla l’annunciazione dell’Angelo a Maria SS.

2 – Nel secondo mistero gaudioso si contempla la visita di Maria Vergine a santa Elisabetta.

3 – Nel terzo mistero gaudioso si contempla la nascita di Gesù Bambino nella grotta di Betlemme.

4 – Nel quarto mistero gaudioso si contempla la presentazione di Gesù Bambino al tempio e la purificazione di Maria SS.

5 – Nel quinto mistero gaudioso si contempla ladisputa del fanciullo Gesù con i dottori.

Misteri dolorosi

(martedì, venerdì)

1 – Nel primo mistero doloroso si contempla l’agonia e il sudor di sangue di nostro Signor Gesù Cristo nell’orto.

2 – Nel secondo mistero doloroso si contempla la flagellazione del nostro Signor Gesù Cristo alla colonna.

3 – Nel terzo mistero doloroso si contempla l’incoronazione di spine di nostro Signore Gesù Cristo.

4 – Nel quarto mistero doloroso si contempla la condanna a morte di Gesù e la sua salita al Calvario, portando la croce.

5 – Nel quinto mistero doloroso si contempla la crocifissione, la morte e la sepoltura di nostro Signore Gesù Cristo.

Misteri gloriosi

(mercoledì, sabato, domenica)

1 – Nel primo mistero glorioso si contempla la risurrezione di nostro Signor Gesù Cristo.

2 – Nel secondo mistero glorioso si contempla l’ascensione di nostro Signor Gesù Cristo al cielo.

3 – Nel terzo mistero glorioso si contempla la discesa dello Spirito Santo sopra gli Apostoli con Maria santissima congregati nel cenacolo.

4 – Nel quarto mistero glorioso si contempla la beata dormizione e la gloriosa Assunzione di Maria Santissima in cielo.

5 – Nel quinto mistero glorioso si contempla l’incoronazione in cielo di Maria santissima e la gloria di tutti gli Angeli e i Santi.

Frutti e grazie dei misteri (del Monfort)

Secondo il metodo di S. Luigi Maria Grignon di Montfort per ogni decina del Rosario si può chiedere una grazia particolare cioè un frutto per la nostra anima legato alla contemplazione di tale mistero.

Su ogni decina dopo aver annunciato il mistero si dice:

“Chiediamo per questo mistero la grazia di…”

Gaudiosi:

1 – Profonda umiltà.

2 – Carità verso il nostro prossimo.

3 – Distacco dai beni del mondo.

4 – La virtù della purezza.

5 – La vera sapienza (fare la volontà di Dio).

Dolorosi:

1 – Contrizione dei nostri peccati.

2 – Mortificazione dei nostri sensi.

3 – Disprezzo del mondo.

4 – Pazienza nelle tribolazioni.

5 – La conversione dei peccatori, la perseveranza dei giusti, e il sollievo delle anime del purgatorio.

Gloriosi:

1 – Amor di Dio ed il fervore.

2 – Ardente desiderio del cielo.

3 – Far scendere lo Spirito Santo nelle nostre anime.

4 – Vera e tenera devozione a Maria.

5 – L a Perseveranza finale e la corona di Gloria

Le preghiere del Santo Rosario

IL SEGNO DELLA CROCE

In nómine Patris, ✠ et Fílii, et Spíritus Sancti. Amen.

IL CREDO APOSTOLICO

Credo in Deum, Patrem omnipoténtem, Creatórem cæli et terræ.
Et in Jesum Christum, Fílium ejus únicum, Dóminum nostrum: qui concéptus est de Spíritu Sancto, natus ex María Vírgine, passus sub Póntio Piláto, crucifíxus, mórtuus, et sepúltus: descéndit ad ínferos; tértia die resurréxit a mórtuis; ascéndit ad cælos; sedet ad déxteram Dei Patris omnipoténtis: inde ventúrus est judicáre vivos et mórtuos.
Credo in Spíritum Sanctum, sanctam Ecclésiam cathólicam, Sanctórum communiónem, remissiónem peccatórum, carnis resurrectiónem, vitam ætérnam. Amen.


PATER NOSTER

Pater noster, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum quotidiánum da nobis hódie: et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris: et ne nos indúcas in tentatiónem: sed líbera nos a malo. Amen.


AVE MARIA

Ave María, grátia plena; Dóminus tecum: benedícta tu in muliéribus, et benedíctus fructus ventris tui Jesus. Sancta María, Mater Dei, ora pro nobis peccatóribus, nunc et in hora mortis nostræ. Amen.

GLORIA PATRI

V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.


 SALVE REGINA

Salve, Regína, mater misericórdiæ;
vita, dulcédo et spes nóstra, salve.
Ad te clamámus éxsules fílii Hevæ.
Ad te suspirámus geméntes et flentes
In hac lacrimárum valle.
Eja ergo, advocáta nostra,
illos tuos misericórdes óculos ad nos convérte.
Et Jesum, benedíctum fructum ventris tui,
nobis post hoc exsílium osténde.
O clemens, o pia, o dulcis Virgo María.

OREMUS

Deus, cujus Unigenitus, per vitam, mortem, et resurrectionemsuam, nobis salutis œternæ præmia comparavit, concede, quæsumus: ut hæc misteria sanctissimo beatæ Mariæ Virginis Rosario recólentes, et imitemur quod continent, etquod promittunt assequamur. Per eundem Dominum, etc.

LITANIE LAURETANE

KYRIE, eléison.

Christe, eléison.

Kyrie eleison.  

Christe, audi nos.

Christe, exàudi nos.

Pater de cælis, Deus,

             miserere nobis.

Fili, Redémptor mundi, Deus,

              miserere nobis

Spiritus Sancte, Deus,

                 miserere nobis.

Sancta Trinitas, unus Deus,

                  Miserere nobis.

Sancta Maria,

       ora pro nobis

Sancta Dei Genitrix, ora …

Sancta Virgo virginum, ora …

Mater Christi, ora …

Mater divinæ gràtiæ, ora …

Mater purissima, ora …

Mater castissima, ora …

Mater inviolata, ora …

Mater intemerata, ora …

Mater amàbilis, ora …

Mater admiràbilis, ora …

Mater boni consilii, ora …

Mater Creatóris, ora …

Mater Salvatóris, ora …

Virgo prudentissima, ora …

Virgo veneranda, ora …

Virgo prædicànda, ora …

Virgo potens, ora …

Virgo clemens, ora …

Virgo fidélis, ora …

Spéculum iustitiæ, ora …

Sedes sapiéntiæ, ora …

Causa nostræ lætitiæ, ora …

Vas spirituale, ora …

Vas honoràbile, ora …

Vas insigne devotiónis, ora …

Rosa mystica, ora …

Turris Davidica, ora.

Turris ebùrnea, ora …

Domus àurea, ora …

Fcederis arca, ora …

Iànua cæli, ora …

Stella matutina, ora …

Salus infirmórum, ora …

Refùgium peccatórum, ora …

Consolàtrix afflictórum, ora …

Auxilium Christianórum, ora …

Regina Angelórum, ora …

Regina Patriarchàrum, ora …

Regina Prophetàrum, ora …

Regina Apostolórum, ora.

Regina Màrtyrum, ora …

Regina Confessórum, ora …

Regina Virginum, ora …

Regina Sanctórum omnium, ora …

Regina sine labe originali concépta, ora …

Regina in cælum assùmpta, ora …

Regina sacratissimi Rosàrii, ora …

Regina pacis, ora …

Agnus Dei, qui tollis peccata mundi,

       parce nobis, Dòmine.

Agnus Dei, qui tollis peccata mundi,

        exàudi nos, Dòmine.

Agnus Dei, qui tollis peccata mundi,

         miserére nobis.

f. Ora prò nobis, sancta Dei Génetrix.

R:. Ut digni efficiàmur promissiónibus Christi. –

Orèmus.

Oratio

CONCÈDE nos fàmulos tuos, quæsumus, Dòmine Deus, perpètua mentis et córporis sanitàte gaudére: et, gloriósa beatæ Mariæ semper Virginis intercessióne, a præsénti liberàri tristitia, et ætérna pérfrui lætitia.

Per Christum Dóminum nostrum.

R. Amen.


MEDITAZIONE PER L’ULTIMO GIORNO DELL’ANNO

MEDITAZIONE PER L’ULTIMO GIORNO DELL’ANNO

MEDITAZIONE PER IL 31 DICEMBRE

[Sac. Albino Carmagnola, Sac. Salesiano: MEDITAZIONI vol. I; Torino, S. E. I. 1942)

Sopra l’ultimo giorno dell’anno.

Mediteremo sopra i pensieri che ci ispira l’ultimo giorno dell’anno: il pensiero della fugacità del tempo, il pensiero della morte e quello del ringraziamento a Dio. C’immagineremo di trovarci al divin tribunale davanti a Gesù Cristo giudice, che ci domanda conto del modo, con cui abbiamo passato questo altro anno di vita. E conoscendo di non potergli rispondere d’averlo passato tutto bene, imploreremo la sua infinita misericordia e ci prometteremo di fare in avvenire miglior uso del tempo. Lo ringrazieremo inoltre di tutti i benefizi, che in questo passato anno ci ha fatto.

PUNTO 1°

Della fugacità del tempo.

Quanto velocemente è trascorso questo anno che sta per finire! Sembra ieri che ebbe principio e fra poche ore sarà già annoverato fra gli anni che furono e non torneranno mai più. Oh come è fugace il tempo! quanto presto ci avviciniamo all’eternità! Epperò quanto ancora è prezioso il tempo! Esso vale quanto il paradiso, perché il tempo ben impiegato ce lo fa acquistare; vale quanto il sangue del Divin Redentore, perché impiegando bene il tempo mettiamo convenientemente a profitto quel sangue; vale quanto Dio medesimo, perché con esso possiamo farci dei meriti per posseder Dio eternamente. Quanto gran bene potevamo noi fare in questo passato anno sia a pro nostro, sia a vantaggio delle anime dei nostri fratelli! L’abbiamo noi fatto? Ahimè! quante ore e forse quanti giorni trascorsero per noi nella neghittosità, nell’inoperosità, nell’ozio! Quante ore furono da noi passate in pensieri vani e frivoli, in desideri e disegni strani e chimerici! Quante ore impiegate in ciance inutili, in giuochi e divertimenti non necessari al sollievo del nostro spirito e fuori del tempo ad essi determinato! Quante ore sprecate in letture pericolose, in conversazioni poco degne, in critiche e mormorazioni contro il prossimo! Quante ore infine gittate per non aver fatto in esse i nostri doveri, per non averli compiuti con l’ordine prescritto, per aver lavorato a vanagloria nostra e non a gloria di Dio, e forse anche per avere commessi peccati, o fatto del bene non in stato di grazia! Oh Signore, datemi grazia per riparare a tanto tempo sì malamente speso.

PUNTO 2°.

Pensiero della morte.

In questo passato anno la morte ha continuato il suo cammino sulla faccia della terra, mietendo le sue innumerevoli vittime. Quante migliaia d’uomini anche in questo anno sono passati all’eternità! Grandi e piccoli, giovani e vecchi, ricchi e poveri, dotti e ignoranti, deboli e robusti, anche quest’anno, in numero di circa quaranta milioni, divisi per oltre a centomila ogni giorno e per più di quattromila e cinquecento ogni ora, sono scomparsi dalla scena del mondo: gli uni morendo di morte preceduta da una malattia, gli altri morendo repentinamente o di morte violenta. Sono pure passati all’altra vita non pochi dei nostri conoscenti, amici, fratelli. Che sarebbe stato di noi, se anche della nostra vita Dio avesse reciso il filo? Quale misericordia forse ci ha usato Iddio nello scamparci! Misericordia Domini, quia non sumus consumpti: proprio per la misericordia del Signore non siamo morti (Thren., III, 22). Nel riconoscere la bontà di Dio a nostro riguardo, domandiamogli sinceramente perdono della nostra poca corrispondenza e ben anche  della nostra ingratitudine.

PUNTO 3°.

Pensiero di ringraziamento a Dio.

Durante quest’ultimo anno aggiuntosi alla nostra vita Dio ciha beneficati in molte guise. Da quanti pericoli siamo stati da Dio salvati, di quanti beni favoriti, di quante grazie ricolmi! Oltre all’averci scampati da morte Dio ci ha sostenuti, ci ha dato ogni giorno il pane necessario per la vita, ci ha liberati da tante infermità, ci ha guariti da qualche grave malattia, ci ha concesse soddisfazioni e consolazioni inattese, ci ha dato giorni lieti e sereni. Ma più ancora che nelle cose materiali Dio ci ha beneficati nell’ordine spirituale, preservandoci, se giusti, dal precipitare nelle più gravi colpe, scampandoci, se peccatori, dai gravi castighi meritati, animandoci con le sue sante ispirazioni a liberarci dal peccato, eccitandoci a pentircene e a farne penitenza. Oh quanti benefizi il Signore ci ha elargiti nella sua generosa bontà! Rendiamo dunque a lui le debite lodi, innalziamogli i più umili e fervidi ringraziamenti. Ma nel tempo stesso avvedendoci di non avere debitamente corrisposto ai tanti benefici suoi, promettiamogli di volere d’ora innanzi, nella vita che ancorasi compiacerà di concederci, adoperare tutte le nostre forze per tenerci lontani dal male, per praticare la virtù e farci santi.

Te Deum


Te Deum laudámus: * te Dóminum confitémur.
Te ætérnum Patrem * omnis terra venerátur.
Tibi omnes Ángeli, * tibi Cæli, et univérsæ Potestátes:
Tibi Chérubim et Séraphim * incessábili voce
proclámant:

(Fit reverentia) Sanctus, Sanctus, Sanctus * Dóminus Deus Sábaoth.

Pleni sunt cæli et terra * maiestátis glóriæ tuæ.
Te gloriósus * Apostolórum chorus,
Te Prophetárum * laudábilis númerus,
Te Mártyrum candidátus * laudat exércitus.
Te per orbem terrárum * sancta confitétur Ecclésia,

Patrem * imménsæ maiestátis;
Venerándum tuum verum * et únicum Fílium;
Sanctum quoque * Paráclitum Spíritum.
Tu Rex glóriæ, * Christe.
Tu Patris * sempitérnus es Fílius.


(Fit reverentia)
Tu, ad liberándum susceptúrus hóminem: * non horruísti Vírginis uterum.

Tu, devícto mortis acúleo, * aperuísti credéntibus regna cælórum.
Tu ad déxteram Dei sedes, * in glória Patris.
Iudex créderis * esse ventúrus.


(Sequens versus dicitur flexis genibus)
Te ergo quǽsumus, tuis fámulis súbveni, * quos pretióso sánguine redemísti.

Ætérna fac cum Sanctis tuis * in glória numerári.
Salvum fac pópulum tuum, Dómine, * et bénedic hereditáti tuæ.
Et rege eos, * et extólle illos usque in ætérnum.
Per síngulos dies * benedícimus te.


Fit reverentia, secundum consuetudinem
Et laudámus nomen tuum in sǽculum, * et in sǽculum sǽculi.


Dignáre, Dómine, die isto * sine peccáto nos custodíre.
Miserére nostri, Dómine, * miserére nostri.
Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos, * quemádmodum sperávimus in te.
In te, Dómine, sperávi: * non confúndar in ætérnum.

Himnus Ambrosianus

a) Fidelibus, qui, ad grates prò acceptis beneficiis Deo agendas, hymnum Ambrosianum Te Deum laudamus devote recitaverint, conceditur:

Indulgentia quinque annorum.

b) Iis vero, qui ultima anni die eiusdem hymni cantui interfuerint in ecclesiis vel publicis aut (prò legitime utentibus) semipublicis oratoriis, ad gratias Deo referendas prò beneficiis totius anni decursu acceptis, conceditur:

Indulgentia decem annorum;

Indulgentia plenaria, si peccatorum veniam obtinuerint, eucharisticam Mensam participaverint et ad Summi Pontificis mentem preces fuderint (S. Pæn. Ap., 10 aug. 1936).

PREGHIERE LEONINE (dopo la Messa)

Initium +︎ sancti Evangélii secúndum Joánnem.

R. Gloria tibi, Domine!
Joann. 1, 1-14.
Junctis manibus prosequitur:
In princípio erat Verbum, et Verbum erat apud Deum, et Deus erat Verbum. Hoc erat in princípio apud Deum. Omnia per ipsum facta sunt: et sine ipso factum est nihil, quod factum est: in ipso vita erat, et vita erat lux hóminum: et lux in ténebris lucet, et ténebræ eam non comprehendérunt.
Fuit homo missus a Deo, cui nomen erat Joánnes. Hic venit in testimónium, ut testimónium perhibéret de lúmine, ut omnes créderent per illum. Non erat ille lux, sed ut testimónium perhibéret de lúmine.
Erat lux vera, quæ illúminat omnem hóminem veniéntem in hunc mundum. In mundo erat, et mundus per ipsum factus est, et mundus eum non cognóvit. In própria venit, et sui eum non recepérunt. Quotquot autem recepérunt eum, dedit eis potestátem fílios Dei fíeri, his, qui credunt in nómine ejus: qui non ex sanguínibus, neque ex voluntáte carnis, neque ex voluntáte viri, sed ex Deo nati sunt. [Genuflectit dicens:] Et Verbum caro factum est, [Et surgens prosequitur:] et habitávit in nobis: et vídimus glóriam ejus, glóriam quasi Unigéniti a Patre, plenum grátiæ et veritatis.

PREGHIERE LEONINE

Oratio Leonis XIII

S. Ave Maria, gratia plena, Dominus tecum, benedicta tu in mulieribus et benedictus fructus ventris tui, Jesus.
O. Sancta Maria, Mater Dei, ora pro nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostræ. Amen.
S. Ave Maria, gratia plena, Dominus tecum, benedicta tu in mulieribus et benedictus fructus ventris tui, Jesus.
O. Sancta Maria, Mater Dei, ora pro nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostræ. Amen.
S. Ave Maria, gratia plena, Dominus tecum, benedicta tu in mulieribus et benedictus fructus ventris tui, Jesus.
O. Sancta Maria, Mater Dei, ora pro nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostræ. Amen.

O. Salve Regina,

Mater misericordiæ, vita, dulcedo, et spes nostra, salve. Ad te clamamus, exsules filii Evae. Ad te suspiramus gementes et flentes in hac lacrymarum valle. Eia ergo, Advocata nostra, illos tuos misericordes oculos ad nos converte. Et Jesum, benedictum fructum ventris tui, nobis, post hoc exilium, ostende. O clemens, o pia, o dulcis Virgo Maria.
S. Ora pro nobis, sancta Dei Genitrix.
O. Ut digni efficiamur promissionibus Christi.

S. Orémus.

Deus, refúgium nostrum et virtus, populum ad te clamantem propitius respice; et intercedente gloriosa, et immaculata Virgine Dei Genitrice Maria, cum beato Joseph, ejus Sponso, ac beatis Apostolis tuis Petro et Paulo, et omnibus Sanctis, quas pro conversione peccatorum, pro libertate et exaltatione sanctae Matris Ecclesiae, preces effundimus, misericors et benignus exaudi. Per eundem Christum Dominum nostrum. Amen.

O. Sancte Michaël Archangele,

defende nos in prœlio; contra nequitiam et insidias diaboli esto præsidium. Imperet illi Deus, supplices deprecamur: tuque, Princeps militiæ Cælestis, satanam aliosque spiritus malignos, qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo, divina virtute in infernum detrude. Amen.

S. Cor Jesu sacratissimum.
O. Miserere nobis.
S. Cor Jesu sacratissimum.
O. Miserere nobis.
S. Cor Jesu sacratissimum.
O. Miserere nobis.

PREGHIERE AL CUORE DI GESÙ

PREGHIERE AL CUORE DI GESÙ

[Enchir. Indulg.; Typis pol. Vaticanis MCMLII]

CORONCINA AL CUORE DI GESÙ

“Deus, in adiutorium, etc. Gloria Patri, etc.”

I. Amorosissimo mio Gesù, al riflettere sul vostro buon Cuore e vederlo tutto pietà e dolcezza per i peccatori, mi sento rallegrare il mio e colmare di fiducia d’essere da Voi ben accolto. Ahimè! quanti peccati ho commessi! Ma ora qual Pietro e qual Maddalena dolente li piango e detesto, perché sono offesa di Voi, sommo Bene. – Sì, sì, concedetemene il perdono; ed oh! muoia io, vel chieggo per il vostro buon Cuore, muoia prima che offendervi, e certo viva solo per riamarvi.

Un Pater e cinque Gloria.

Dolce Cuor del mio Gesù, fa’ che io ti ami sempre più.

II. Benedico, Gesù mio, l’umilissimo vostro Cuore e vi ringrazio che, nel darmelo per esemplare, non solo con forti premure mi eccitate ad imitarlo, ma a costo pur di tante vostre umiliazioni me n’additate ed appianate la via. Folle che fui ed ingrato! Ah quanto traviai! Perdonatemi. Non più superbia, ma con umil cuore tra umiliazioni seguir voglio voi, e conseguire pace e salute. Avvaloratemi Voi, e benedirò in eterno il vostro Cuore.

Un Pater e cinque Gloria.

Dolce Cuor, ecc.

III. Ammiro, Gesù mio, il pazientissimo vostro Cuore e vi ringrazio di tanti meravigliosi esempi d’invitta sofferenza a noi lasciati. Mi dispiace, che indarno mi rimproverano la strana mia delicatezza insofferente d’ogni piccola pena. Ah! Gesù mio caro, infondetemi nel cuore fervido e costante amore alle tribolazioni, alle croci, alla mortificazione, alla penitenza, acciocché seguendovi al Calvario giunga con voi alla gioia in paradiso.

Un Pater e cinque Gloria.

Dolce Cuor, ecc.

IV. Innanzi al mansuetissimo vostro Cuore, caro Gesù, io m’inorridisco del mio sì diverso dal vostro. Purtroppo io ad un’ombra, ad un gesto, ad una parola in contrario m’inquieto e lamento. Deh! perdonate i miei trasporti e datemi grazia d’imitare nell’avvenire in qualunque contrarietà l’inalterabile vostra mansuetudine, e così godere perpetua santa pace.

Un Pater e cinque Gloria.

Dolce Cuor, ecc.

V. Si cantino pur lodi, o Gesù, al generosissimo vostro Cuore vincitore della morte e dell’inferno, che ben se le merita tutte. Io resto più che mai confuso al vedere il mio sì pusillanime, che teme di qualunque diceria ed umano rispetto; ma non sarà più così. Da voi imploro sì coraggiosa forza, che combattendo e vincendo in terra, trionfi poi lieto con voi in cielo.

Un Pater e cinque Gloria.

Dolce Cuor, ecc.

Volgiamoci a Maria consacrandoci vieppiù a lei, e confidando nel materno suo Cuore diciamole: Per gli alti pregi del vostro Cuore dolcissimo impetratemi, o gran Madre di Dio e Madre mia, Maria, vera e stabile devozione al sacro Cuore di Gesù vostro Figliuolo; onde io in esso racchiuso coi miei pensieri ed affetti adempia tutti i miei doveri, e con alacrità di cuore serva sempre, ma specialmente in questo giorno, a Gesù,

V. Cor Iesu, flagrans amore nostri,

R. inflamma cor nostrum amore tui.

Oremus.

Illo nos igne, quæsumus Domine, Spiritus Sanctus inflammet, quem Dominus noster Iesus Christus e penetralibus Cordis sui misit in terram, et voluit vehementer accendi: Qui tecum vivit et regnat in unitate eiusdem Spiritus Sancti Deus per omnia sæcula sæculorum. Àmen.

Indulgentia septem annorum. [7 anni]

Indulgentia plenaria suetis conditionibus, dummodo quotidiana coronæ recitatio in integrum mensem producta fuerit [indulgenza plenaria se recitata per un mese] (S. C. Indulg., 20 mart. 1815; S. Pæn. Ap., 10 mart. 1933).

VII

ACTUS REPARATIONIS ET CONSECRATIONIS

256

Actus reparationis

Iesu dulcissime, cuius effusa in homines caritas, tanta oblivione, negligentia, contemptione, ingratissime rependitur, en nos, ante altaria tua (1) provoluti, tam nefariam hominum socordiam iniuriasque, quibus undique amantissimum Cor tuum afficitur, peculiari honore resarcire contendimus. – Attamen, memores tantae nos quoque indignitatis non expertes aliquando fuisse, indeque vehementissimo dolore commoti, tuam in primis misericordiam nobis imploramus, paratis, voluntaria expiatione compensare flagitia non modo quæ ipsi patravimus, sed etiam illorum, qui, longe a salutis via aberrantes, vel te pastorem ducemque sectari detrectant, in sua infidelitate obstinati, vel, baptismatis promissa conculcantes, suavissimum tuæ legis iugum excusserunt. – Quæ deploranda crimina, cum universa expiare contendimus, tum nobis singula resarcienda proponimus: vitæ cultusque immodestiam atque turpitudines, tot corruptelae pedicas innocentium animis instructas, dies festos violatos, exsecranda in te tuosque Sanctos iactata maledicta atque in tuum Vicarium ordinemque sacerdotalem convicia irrogata, ipsum denique amoris divini Sacramentum vel neglectum vel horrendis sacrilegiis profanatum,  publica postremo nationum delicta, quæ Ecclesiæ a te institutae iuribus magisterioque reluctantur. – Quæ utinam crimina sanguine ipsi nostro eluere possemus! Interea ad violatum divinum honorem resarciendum, quam Tu olim Patri in Cruce satisfactionem obtulisti quamque cotidie in altaribus renovare pergis, hanc eamdem nos tibi præstamus, cum Virginis Matris, omnium Sanctorum, piorum quoque fidelium expiationibus coniunctam, ex animo spondentes, cum præterita nostra aliorumque peccata ac tanti amoris incuriam firma fide, candidis vitæ moribus, perfecta legis evangelicæ, caritatis potissimum, observantia, quantum in nobis erit, gratia tua favente, nos esse compensaturos, tum iniurias tibi inferendas prò viribus prohibituros, et quam convocaturos. Excipias. quæsumus, benignissime Iesu, beata Virgine Maria Reparatrice intercedente, voluntarium huius expiationis obsequium nosque in officio tuique servitio fidissimos ad mortem usque velis, magno ilio perseverantiæ munere, continere, ut ad illam tandem patriam perveniamus omnes, ubi Tu cum Patre et Spiritu Sancto vivis et regnas in sœcula sæculorum.

Amen.

(1) Extra ecclesiam vel oratorium, loco: altaria tua, dicatur: conspectum tuum.

Indulgentia quinque annorum.

Indulgentia plenaria, additis sacramentali confessione, sacra Communione et alicuius ecclesiæ aut publici oratorii visitatione, si quotidie per integrum mensem reparationis actus devote recitatus fuerit.

Fidelibus vero, qui die festo sacratissimi Cordis Iesu in qualibet ecclesia aut oratorio etiam (prò legitime utentibus) semipublico, adstiterint eidem reparationis actui cum Litaniis sacratissimi Cordis, coram Ssmo Sacramento sollemniter exposito, conceditur:

Indulgentia septem annorum;

Indulgentia plenaria,

dummodo peccata sua sacramentali pænitentia expiaverint et eucharisticam Mensam participaverint (S. Pæn. Ap., 1 iun. 1928 et 18 mart. 1932).

NOTA. — Quoad versiones aliquas cfr. Ada Ap. Sedis,an. 1928, pag. 179 ss.

Atto di Consacrazione

Mio amabilissimo Gesù, io mi consacro oggi nuovamente e senza riserva al vostro divin Cuore. Vi consacro il mio corpo con tutti i suoi sensi, l’anima mia con tutte le sue facoltà, e interamente tutto il mio essere. Vi consacro tutti i miei pensieri, le mie parole ed opere; tutte le mie sofferenze e travagli; tutte le mie speranze, consolazioni e gioie; e principalmente vi consacro questo mio povero cuore, affinché esso non ami che voi e si consumi come vittima nelle fiamme del vostro amore. Accettate, o Gesù, mio amabilissimo Sposo, il desiderio che ho di consolare il vostro Cuore divino e di appartenervi per sempre. Prendete in tal maniera possesso di me, che d’ora in poi io non abbia altra libertà, che quella di amarvi, né altra vita che quella di soffrire e morire per voi. Metto in voi la mia illimitata fiducia e spero dalla vostra infinita misericordia il perdono dei miei peccati. Rimetto nelle vostre mani tutte le mie cure e principalmente quella della mia eterna salute. Vi prometto d’amarvi e di onorarvi fino all’ultimo istante della mia vita e di propagare, quanto più potrò, il culto del vostro sacratissimo Cuore. Disponete di me, o mio Gesù, secondo il vostro beneplacito; non voglio altra ricompensa che la vostra maggior gloria ed il vostro santo amore. – Concedetemi la grazia di trovare nel vostro divin Cuore la mia abitazione; qui voglio passare ogni giorno della mia vita; qui voglio dare il mio ultimo sospiro. Stabilite Voi pure nel mio cuore la vostra dimora, il luogo del vostro riposo, per rimanere così intimamente uniti; finché un giorno io vi possa lodare, amare e possedere per tutta l’eternità lassù in cielo, ove canterò per sempre le infinite misericordie del vostro sacratissimo Cuore.

Indulgentia quingentorum dierum semel in die (Leo XIII, Audientia 11 deC. 1902; S. C. Indulg., 7 ian. 1903; S. Pæn. Ap., 9 lui. 1935).

258

Actus consecrationis

a) Je N . N . me donne et consacre au sacre Cœur de Notre Seigneur Jésus-Christ, ma personne et ma vie, mes actions, peines et souffrances, pour ne plus vouloir me servir d’aucune partie de mon étre que pour l’honorer, aimer et glorifler. C’est ici ma volonté irrévocable que d’ètre tout à lui et faire tout pour son amour, en renonçant de tout mon cœur à tout ce qui lui pourrait déplaire. – Je vous prends donc, ò sacre Cœur, pour l’unique objet de mon amour, le protecteur de ma vie, l’assurance de mon salut, le remède de ma fragilité et de mon inconstance, le réparateur de tous les défauts de ma vie, et mon asile assuré à l’heure de ma mort. -Soyez donc, ò Cœur de bonté, ma justification envers Dieu votre Pére, et détournez de moi les traits de sa juste colere. O Cœur d’amour, je mets toute ma confiance en vous, car je crains tout de ma malice et de ma faiblesse, mais j’espère tout de votre bonté. Consommez donc en moi tout ce qui vous peut déplaire ou resister, que votre pur amour vous imprime si avant dans mon cœur que jamais je ne vous puisse oublièr, ni ètre séparé de vous, que je conjure, par toutes vos bontés, que mon nom soit écrit en vous, puisque je veux faire consister tout mon bonheur et toute ma gloire à vivre et à mourir en qualité de votre esclave.

(Ste Marguerite M. Alacoque).

Indulgentia trium annorum.

Indulgentia plenaria

suetis conditionibus, si consecrationis actus quotidie in integrum mensem devote repetitus fuerit (S. C . Indulg., 1 iun. 1897, 13 ian. 1898 et 21 apr. 1908; S. Pæn. Ap., 25 febr. 1934).

IL CREDO

Il Credo

Credo in unum Deum, Patrem omnipoténtem, factórem cœli et terræ, visibílium ómnium et invisibílium. Et in unum Dóminum Jesum Christum, Fílium Dei unigénitum. Et ex Patre natum ante ómnia sæcula. Deum de Deo, lumen de lúmine, Deum verum de Deo vero. Génitum, non factum, consubstantiálem Patri: per quem ómnia facta sunt. Qui propter nos hómines et propter nostram salútem descéndit de coelis. Et incarnátus est de Spíritu Sancto ex María Vírgine: Et homo factus est. Crucifíxus étiam pro nobis: sub Póntio Piláto passus, et sepúltus est. Et resurréxit tértia die, secúndum Scriptúras. Et ascéndit in coelum: sedet ad déxteram Patris. Et íterum ventúrus est cum glória judicáre vivos et mórtuos: cujus regni non erit finis. Et in Spíritum Sanctum, Dóminum et vivificántem: qui ex Patre Filióque procédit. Qui cum Patre et Fílio simul adorátur et conglorificátur: qui locútus est per Prophétas. Et unam sanctam cathólicam et apostólicam Ecclésiam. Confíteor unum baptísma in remissiónem peccatórum. Et exspécto resurrectiónem mortuórum. Et vitam ventúri sæculi. Amen.

[Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili ed invisibili; e nel solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figliuolo di Dio; nato dal Padre prima di tutti i secoli. Dio da Dio, lume da lume, Dio vero da Dio vero. Generato, non creato, della stessa consustanziale al Padre: per cui sono state fatte tutte le cose. Il quale per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo. E s’incarnò per opera dello Spirito Santo nel seno di Maria Vergine: e si fece uomo. Fu ancora per noi crocifisso sotto Ponzio Pilato, patì e fu sepolto. E risorse il terzo giorno, secondo le Scritture; ed ascese al cielo ove siede alla destra del Padre. E di nuovo ha da  venire con gloria a giudicare i vivi e i morti: e il regno di Lui non avrà fine. E nello Spirito Santo, Signore e vivificante, che procede dal Padre e dal Figliuolo, che con il Padre e il Figliuolo si adora, insieme si glorifica e ha parlato per mezzo dei Profeti. Credo la Chiesa: Una, Santa, Cattolica e Apostolica. Confesso un solo battesimo in remissione dei peccati; ed aspetto la risurrezione dei morti. E la vita ✠ del secolo avvenire. Amen.]

PREGHIERE PER I MORIBONDI (con il Proficiscere)

PREGHIERE PER I MORIBONDI

[Ex Breviarium Romanum]

ORDO COMMENDATIONIS ANIMÆ

Tit. VI, cap. VII

Primum dicuntur Litaniæ breves in hunc modum:

KYRIE, eleison.

Christe, eleison.

Kyrie, eleison.

Sancta Maria, … ora prò eo (ea).

Omnes sancti Angeli et Archàngeli, … orate prò eo (ea).

Sancte Abel, … ora…

Omnis chorus Iustórum, ora…

Sancte Abraham, ora…

Sancte Ioànnes Baptista, ora…

Sancte Ioseph, ora…

Omnes sancti Patriàrchæ et Prophétæ, orate…

Sancte Petre, ora…

Sancte Paule, ora…

Sancte Andrea, ora…

Sancte Ioànnes, ora…

Omnes sancti Apóstoli et Evangelistæ, orate…

Omnes sancti Discipuli Dòmini, orate prò eo (ea)…

Omnes sancti Innocéntes, orate prò eo (ea)…

Sancte Stéphane, ora…

Sancte Laurénti, ora…

Omnes sancti Màrtyres, orate…

Sancte Silvéster, ora…

Sancte Gregóri, ora…

Sancte Augustine, ora…

Omnes sancti Pontifices et Confessóres, orate…

Sancte Benedicte, ora…

Sancte Francisce, ora…

Sancte Camille, ora…

Sancte Ioànnes de Deo, ora…

Omnes sancti Monachi et Eremitæ, orate…

Sancta Maria Magdaléna, ora…

Sancta Lucia, ora…

Omnes sanctæ Virgines et Viduæ, orate…

Omnes Sancti et Sanctae Dei, intercédite prò eo (ea).

Propitius esto, parce ei, Dòmine.

Propitius esto, libera eum (eam), Dòmine.

Propitius esto, libera…

Ab ira tua, libera…

A periculo mortis, libera…

A mala morte, libera…

A pœnis infèrni, libera…

Ab omni malo, libera…

A potestàte diàboli, libera…

Per nativitàtem tuam, libera…

Per crucem et passiónem tuam, libera eum (eam), Dòmine.

Per mortem et sepulturam tuam, libera…

Per gloriósam resurrectiónem tuam, libera…

Per admiràbilem ascensiónem tuam, libera…

Per gràtiam Spiritus Sancti Paràcliti, libera…

In die iudicii, libera…

Peccatóres, te rogàmus, audi nos.

Ut ei parcas, te rogàmus, audi nos.

Kyrie, eleison.

Christe, eleison.

Kyrie, eleison.

[Deinde, cum in agone sui exitus anima anxiatur, dicuntur sequentes orationes:]

Oratio

PROFICISCERE

PROFICISCERE, ànima Christiana, de hoc mundo, in nòmine Dei Patris omnipoténtis, qui te creàvit: in nòmine Iesu Christi Filii Dei vivi, qui prò te passus est: in nòmine Spiritus Sancti, qui in te effùsus est: in nòmine gloriósæ et sanctæ Dei Genetricis Virginis Mariae: in nòmine beati Ioseph, incliti eiùsdem Virginis Sponsi: in nòmine Angelórum et Archangelórum: in nòmine Thronórum et Dominatiónum: in nòmine Principàtuum et Potestàtum: in nòmine Virtùtum, Cherubim et Séraphim: in nòmine Patriarchàrum et Prophetàrum: in nòmine sanctórum Apostolórum et Evangelistàrum: in nòmine sanctorum Màrtyrum et Confessórum: in nòmine sanctórum Monachórum et Eremitàrum: in nòmine sanctàrum Virginum Sanctórum et Sanctàrum Dei. Hódie sit in pace locus tuus, et habitàtio tua in sancta Sion. Per eùndem Christum Dòminum nostrum.

R . Amen,

Oratio

DEUS miséricors,

Deus clemens, Deus, qui secùndum multitùdinem miserationum tuarum peccata pœniténtium deles, et præferitórum criminum culpas vènia remissiónis evacuas: réspice propitius super hunc fàmulum tuum (N) (fàmulam tuam N), et remissiónem omnium peccatórum suorum, tota cordis confessióne poscéntem, deprecàtus exàudi. Rénova in eo (ea), piissime Pater, quidquid terréna fragilitàte corruptum, vel quidquid diabolica fraude violàtum est: et unitàti córporis Ecclèsiæ membrum redemptiónis annécte. Miserére, Dòmine, gemituum, miserére lacrimàrum eius ; et, non habéntem fidùciam nisi in tua misericòrdia, ad tuæ sacraméntum reconciliatiónis admitte. Per Christum Dóminum nostrum.

R. Amen.

Oratio

COMMENDO  

te omnipotenti Deo, carissime frater (carissima soror), et ei, cuius es creatura, committo: ut, cum humanitatis debitum morte intervenente persolveris, ad auctorem tuum, qui te de limo terræ formaverat, revertaris. Egrediénti itaque ànimæ tuæ de córpore spléndidus Angelórum cœtus occùrrat : iudex Apostolórum tibi senàtus advéniat: candidatórum tibi Màrtyrum triumphàtor exércitus óbviet: liliàta rutilàntium te Confessórum turma circùmdet: iubilàntium te Virginum chorus excipiat: et beatæ quiétis in sinu Patriarchàrum te compléxus astringat: sanctus Ioseph, moriéntium Patrónus dulcissimus, in magnam spem te érigat: sancta Dei Génetrix Virgo Maria suos benigna óculos ad te convértat: mitis, atque festivus Christi Iesu tibi aspéctus appàreat, qui te inter assisténtes sibi iùgiter interèsse decérnat. Ignóres omne, quod horret in ténebris, quod stridet in flammis, quod crùciat in torméntis. Cedat tibi tetérrimus sàtanas cum satellitibus suis: in advéntu tuo, te comitàntibus Angelis contremiscat, atque in ætérna? noctis chaos immane diffugiat. Exsùrgat Deus, et dissipéntur inimici eius, et fùgiant qui odérunt eum, a fàcie eius. Sicut deficit fumus, deficiant: sicut fluit cera a fàcie ignis, sic péreant peccatóres a fàcie Dei. Et iusti epuléntur, et exsùltent in conspéctu Dei. Confundàntur igitur et erubéscant omnes tartàrea? legiónes, et ministri sàtanæ iter tuum impedire non àudeant. Liberet te a cruciàtu Christus, qui prò te crucifixus est. Liberet te ab ætérna morte Christus, qui prò te mori dignàtus est. Constituat te Christus Filius Dei vivi intra paradisi sui semper amœna viréntia, et inter oves suas te verus ille Pastor agnóscat. Ille ab òmnibus peccàtis tuis te absólvat, atque ad déxteram suam in electórum suórum te sorte constìtuat. Redemptórem tuum fàcie ad fàciem videas, et præsens semper assistens, manifestissimam beàtis óculis aspicias veritàtem. Constitùtus (-a) igitur inter àgmina Beatórum contemplatiónis divinæ dulcédinepotiàris in sæcula sæculórum.

R. Amen.

Oratio

SUSCIPE,

Dòmine, servum tuum (ancillam tuam) in locum sperànda? sibi salvatiónis a misericòrdia tua.

R . Amen.

Libera, Dòmine, ànimam servi tui (anelilæ tuæ) ex òmnibus periculis infèrni, et de làqueis pœnàrum, et ex òmnibus tribulatiónibus.

R . Amen.

Libera, Dòmine, ànimam servi tui (ancillæ tuæ),sicut liberasti Henoch et Eliam de commùni morte mundi,

R. Amen.

Libera, Dòmine, ànimam servi tui (ancillæ tuæ), sicut liberasti Noè de dilùvio.

R. Amen.

Libera, Dòmine, ànimam servi tui (ancillæ tuæ), sicut liberasti Abraham de Ur Chaldæórum.

R . Amen.

Libera, Dòmine, ànimam servi tui (ancillæ tuæ), sicut liberasti Iob de passiónibus suis.!

R. Amen.

Libera, Dòmine, ànimam servi tui (ancilla? tua?), sicut liberasti Isaac de hóstia, et de manu patris sui Abrahæ.

R. Amen.

Libera, Dòmine, ànimam servi tui (ancillæ tuæ), sicut liberasti Lot de Sódomis, et de fiamma ignis.

R. Amen.

Libera, Dòmine, ànimam servi tui (ancillæ tuæ) ut liberasti Móysen de manu Pharaónis regis Ægyptiórum.

R. Amen.

Libera, Dòmine, ànimam servi tui (ancillæ tuæ), sicut liberasti Daniélem de lacu leónum.

R. Amen.

Libera, Dòmine, ànimam servi tui ancillæ tuæ), sicut liberasti tres pùeros de camino ignis ardéntis, et de manu regis iniqui.

R. Amen.

Libera, Dòmine, ànimam servi tui (ancillæ tuæ) ut liberasti Susànnam de falso crimine.

R. Amen.

Libera, Dòmine, ànimam servi tui (ancillæ tuæ), sicut liberasti David de manu regis Saul et de manu Golia?

R. Amen.

Libera, Dòmine, ànimam servi tui lancillæ tuæ) ut liberasti Petrum et Paulum de carcéribus.

R. Amen.

Et sicut beatissimam Theclam Virginem et Màrtyrem tuam de tribus atrocissimis torméntis liberasti, sic liberare dignéris ànimam huius servi tui (ancillæ tuæ), et tecum fàcias in bonis congaudére cæléstibus.

R. Amen.

Oratio

COMMENDAMUS

tibi, Dòmine, ànimam fàmuli tui (fàmulæ tuæ) N, precamùrque te, Dòmine Iesu Christe, Salvator mundi, ut, propter quam ad terram misericórditer descendisti, Patriarchàrum tuórum sinibus insinuare non rénuas. Agnósce, Dòmine, creaturam tuam, non a diis aliénis creàtam, sed a te, solo Deo vivo et vero: quia non est àlius Deus præter te, et non est secundum òpera tua. Lætifica, Dòmine, ànimam eius in conspéctu tuo; et ne memineris iniquitàtum eius antiquàrum, et ebrietàtum, quas suscitàvit furor, sive fervor mali desidérii. Licet enim peccàverit, tamen Patrem, et Filium, et Spiritum Sanctum non negàvit, sed crédidit, et zelum Dei in se hàbuit, et Deum, qui fecit omnia, fidéliter adoràvit.

Oratio

DELICTA

iuventùtis, et ignoràntias eius, quæsumus, ne memineris, Dòmine: sed secùndum magnam misericórdiam tuam memor esto illius in glòria claritàtis tuæ. Aperiàntur ei cœli, collæténtur illi Angeli. In regnum tuum, Dòmine, servum tuum (ancillam tuam) sùscipe. Suscipiat eum (eam) sanctus Michaël Archàngelus Dei, qui militiæ cæléstis méruit principàtum. Véniant illi óbviam sancti Angeli Dei, et perdùcant eum (eam) in civitàtem cæléstem, Ierùsalem. Suscipiat eum (eam) beàtus Petrus Apóstolus, cui a Deo claves regni cæléstis tràditæ sunt. Adiuvet eum (eam) sanctus Paulus Apóstolus, qui dignus fuit esse vas electiónis. Intercédat prò eo (ea) sanctus Ioànnes, eléctus Dei Apóstolus, cui revelàta sunt secreta cæléstia. Orent prò eo (ea) omnes sancti Apóstoli, quibus a Dòmino data est potéstas ligàndi atque solvéndi. Intercédant prò eo (ea) omnes Sancti et Elécti Dei, qui prò Christi nòmine torménta in hoc sæculo sustinuérunt: ut, vinculis carnis exùtus (-a), pervenire mereàtur ad glóriam regni cæléstis, præstànte Dòmino nostro Iesu Christo: Qui cum Patre et Spiritu Sancto vivit et regnat in sæcula sæculórum.

R. Amen.

Oratio

CLEMENTISSIMA

Virgo Dei Génetrix, Maria, mæréntium piissima consolàtrix, fàmuli (-æ) N. spiritum Filio suo comméndet: ut, hoc matèrno intervenni, terróres mortis non timeat; sed desideratali! cæléstis pàtria? mansiónem, ea cómite, lætus (laeta) àdeat.

R. Amen.

Oratio

AD te

confùgio, sancte Ioseph, Patròne moriéntium, tibique, in cuius beato trànsitu vigiles adstitérunt Iesus et Maria, per hoc utrumque carissimum pignus, ànimam huius fàmuli N. (fàmulæ N.) in extrémo agóne laboràntem, enixe commendo, ut ab insidiis diàboli, et a morte perpètua, te protegénte, liberétur, et ad gàudia ætérna pervenire mereàtur. Per eùndem Christum Dóminum nostrum.

R. Amen.

(Si anxiatur adhuc anima, dicuntur hi psalmi, videlicet psalmus CXVII Confitémini Dòmino, et totus psalmus CXVIII Beati immaculàti per Horas dominicæ distributus).

IN EXSPIRATIONE

Tit. VI, cap. VIII

Moriens, si potest, dicat; vel, si non potest, assistens, sive Sacerdos prò eo Clara voce pronuntiet:

[Se può, il moribondo, (se non può un assistente, o il sacerdote), dica con voce chiara: Gesù, Gesù, Gesù]

Iesu, Iesu, Iesu.

Quod et ea quæ sequuntur, ad illius aures, si videbitur, etiam sæpius repetat:

[Si ripeta spesso, vicino alle sue orecchie:]

IN manus tuas, Dòmine, commendo spiritum meum.

Dòmine Iesu Christe, sùscipe spiritum meum.

[Signore Gesù Cristo, accogliete lo spirito mio]

Sancta Maria, ora prò me.

Maria, mater gràtiæ, mater misericórdiæ, tu me ab hoste prótege, et hora mortis

sùscipe. [Maria, madre di grazia, madre di misericordia, proteggimi dal maligno ed accoglimi nell’ora della morte]

Sancte Ioseph, ora prò me.

Sancte Ioseph, cum beata Virgine Sponsa tua, àperi mihi divinæ misericórdiæ sinum. [San Giuseppe, con la tua Vergine Sposa, aprimi il seno della divina misericordia]

Iesu, Maria, Ioseph, vobis cor et ànimam meam dono.

[Gesù, Giuseppe e Maria, vi dono il cuore e l’anima mia]

Iesu, Maria, Ioseph, adstàte mihi in extrémo agóne.

[Gesù, Giuseppe e Maria, assistetemi nell’estremo agone]

Iesu, Maria, Ioseph, in pace vobiscum dórmiam et requiéscam.

[Gesù, Giuseppe e Maria, riposi in pace con voi l’anima mia]

Egressa autem anima, dicitur hoc:

[Uscita l’anima, di dice:]

Subvenite, Sancti Dei, occùrrite, Angeli Dòmini,

* Suscipiéntes ànimam eius, * Offeréntes eam in conspéctu Altissimi,

v. Suscipiatte Christus, qui vocàvit te, et in sinum Abrahas Angeli dedùcant te

***

[Proficiscere. – Parti, anima cristiana, da questo mondo, in Nome di Dio Padre onnipotente che ti creò, in Nome di Gesù Cristo, Figlio di Dio vivo, che patì per te; in Nome dello Spirito Santo, che fu diffuso in te; in Nome della gloriosa e santa Madre di Dio la Vergine Maria; – in nome dei Troni e Dominazioni; – in nome dei Principati e Potestà; – in nome dei Cherubini e Serafini; – in nome dei Patriarchi e Profeti; – in nome dei santi Martiri e Confessori; – in nome dei santi Monaci ed Eremiti; – in nome delle sante Vergini e di tutti i Santi e Sante di Dio: oggi sia nella pace il tuo soggiorno e la tua dimora nella celeste Gerusalemme. Per lo stesso Cristo Signor nostro. Così sia.

Ti raccomando, carissimo fratello (sorella) a Dio onnipotente; a Lui, di cui sei creatura, ti affido, affinché, pagato che avrai, mediante la morte, il debito dell’umanità, ritorni al tuo Autore che ti formò dal fango della terra. – Perciò all’anima tua, uscente dal corpo, si faccia innanzi splendido corteo d’Angeli, venga a te il Senato giudice degli Apostoli, si muova ad incontrati l’esercito trionfante dei Martiri, ti circondi la casta turba dei candidi Confessori; t’accolga il coro delle Vergini festanti, ti stringano al seno i Patriarchi e ti stabiliscano nel possesso della beata requie: la santa Madre di Dio, la Vergine Maria, rivolga a te i suoi occhi: mite e gioioso Gesù Cristo ti mostri il suo volto e t’ammetta tra coloro che continuamente lo assistono. Possa tu ignorare gli orrori delle tenebre, gli stridori delle fiamme, lo strazio dei tormenti. – Si ritiri te il crudelissimo satana coi suoi satelliti, e nella tua dipartita, essendo tu in compagnia degli Angeli, tremi e fugga nell’immane caos della notte eterna.

Sorga Dio, e sian dispersi i suoi nemici, e fuggano quei che l’odiano dinanzi a Lui. Come svanisce il fumo, svaniscano essi: qual si strugge la cera innanzi al fuoco, così periscano gli empi dinanzi a Dio: e i giusti banchettino ed esultino dinanzi a Lui. Sian perciò confuse e svergognate tutte le legioni infernali, e i ministri di satana non osino ostacolare il tuo viaggio. Ti liberi dalle pene Cristo, che fu crocifisso per te.  Ti liberi dalla morte eterna Cristo, che si degnò morire per te. Cristo, Figlio di Dio vivo, ti stabilisca tra le sempre amene verzure del suo paradiso ed Egli, vero Pastore, ti annoveri tra le sue pecore. Egli t’assolva da tutti i tuoi peccati, e ti collochi alla sua destra insieme coi suoi eletti. Che tu veda il Redentore faccia a faccia e, ministro sempre assiduo, ne contempli coi beati occhi la manifestissima verità. Posto (a) dunque tra le schiere dei Beati, possa tu gustare la dolcezza dellacontemplazione divina, nei secoli dei secoli.

R. Così sia.

Ricevi, Signore, il tuo servo (tua serva) nel luogo della salvezza che gli fa sperare la tua misericordia. Così sia (ogni volta).

Libera, Signore, l’anima del tuo servo, da tutti i pericoli dell’inferno, dai lacci di pena e da tutte le tribolazioni.

Libera, Signore, l’anima del tuo servo siccome liberasti Enoc ed Elia dalla comune morte del mondo.

Libera, Signore, l’anima dei tuo servo come liberasti Noè dal diluvio.

Libera, Signore, l’anima del tuo servo come liberasti Abramo da Ur dei Caldei.

Libera, Signore, l’anima del tuo servo, come liberasti Giobbe dalle sue sofferenze,

Libera, Signore, l’anima del tuo servo, come liberasti Isacco dall’essere immolato dalla mano di suo padre Abramo.

Libera, Signore, l’anima del tuo servo, come liberasti Lot dai Sodomiti, e dalla fiamma del fuoco.

Libera, Signore, l’anima del tuo servo, come liberasti Mosè dalle mani di Faraone, re d’Egitto.

Libera, Signore, l’anima del tuo servo, come liberasti Daniele dalla fossa dei leoni.

Libera, Signore, l’anima del tuo servo, come liberasti i tre fanciulli dalla fornace del fuoco ardente e dalle mani dell’iniquo re.

Libera, Signore, l’anima del tuo servo, come liberasti Susanna dalla falsa accusa.

Libera Signore, l’anima del tuo servo, come liberasti David dalle mani del re Saul e dalle mani di Golia.

Libera, Signore, l’anima del tuo servo, come liberasti Pietro e Paolo dalle carceri.

E come liberasti la beatissima Tecla, Vergine e Martire tua, da tre atrocissimi tormenti, così degnati liberare l’anima di questo(a) servo(a) e farlo gioire con te dei beni celesti.

Non rammentare, Signore, le colpe ed ignoranze di sua gioventù, ma secondo la tua grande misericordia ricordati di lui (di lei) nello splendore di tua gloria, gli (le) si aprano i cieli, si allietino con lui (lei) gli Angeli. Accogli, Signore il tuo servo (la tua serva) nel tuo regno. Lo (la) riceva l’Arcangelo san Michele i l quale meritò il principato della milizia celeste. Gli (le) vengano incontro i santi Angeli di Dio, e lo (la) conducano nella città della celeste Gerusalemme. Lo (la) riceva il beato Apostolo Pietro, che ricevé da Dio le chiavi del regno celeste. Lo (la) soccorra l’Apostolo san Paolo, che meritò d’essere vaso d’elezione. Interceda per lui (lei) san Giovanni, il prediletto Apostolo di Dio, cui furono rivelati i segreti celesti. Preghino per lui tutti i santi Apostoli ch’ebbero dal Signore il potere di legare e sciogliere, intercedano per l lui (lei) tutti i santi ed eletti di Dio che sostennero tormenti in questo mondo pel nome di Cristo; affinché, sciolto (sciolta) dai vincoli della carne, meriti giungere alla gloria del regno celeste, con l’aiuto del nostro Signore Gesù Cristo: il quale col Padre e con lo Spirito Santo vive e regna nei secoli dei secoli. Cosi sia.

La clementissima Vergine Madre di Dio, Maria, piissima consolatrice degli afflitti, raccomandi al suo Figlio lo spirito del suo servo (a) N. N.; affinché egli (ella), per questa materna intercessione, non paventi i terrori della morte: ma lieto, in compagnia di Lei, arrivi al sospirato possesso della patria celeste.

R. Cosi sia.

A te ricorro, o S. Giuseppe, Patrono dei moribondi, e a te, al cui beato transito si trovarono presenti Gesù e Maria, per questo doppio carissimo pegno, raccomando caldamente l’anima di questo (a) servo (a) N. N. agonizzante, affinché col tuo aiuto sia liberato (a) dalle insidie del demonio e dalla morte eterna, e meriti di giungere ai celesti gaudi. Così sia.

ORAZIONE

O Dio, che condannandoci alla morte, ce ne avete nascosto il momento e l’ora, fate che io, passando nella giustizia e nella santità tutti i giorni della vita, possa meritare d’uscire da questo mondo nel vostro santo amore, per i meriti  di nostro Signore Gesù Cristo, che vive e regna con Voi nell’unità dello Spirito Santo. Così sia.]

TE DEUM ULTIMA ANNI DIE

Te Deum

Te Deum laudámus: * te Dóminum confitémur.
Te ætérnum Patrem * omnis terra venerátur.
Tibi omnes Ángeli, * tibi Cæli, et univérsæ Potestátes:
Tibi Chérubim et Séraphim * incessábili voce proclámant:

(Fit reverentia) Sanctus, Sanctus, Sanctus * Dóminus Deus Sábaoth.

Pleni sunt cæli et terra * maiestátis glóriæ tuæ.
Te gloriósus * Apostolórum chorus,
Te Prophetárum * laudábilis númerus,
Te Mártyrum candidátus * laudat exércitus.
Te per orbem terrárum * sancta confitétur Ecclésia,
Patrem * imménsæ maiestátis;
Venerándum tuum verum * et únicum Fílium;
Sanctum quoque * Paráclitum Spíritum.
Tu Rex glóriæ, * Christe.
Tu Patris * sempitérnus es Fílius.

Fit reverentia
Tu, ad liberándum susceptúrus hóminem: * non horruísti Vírginis uterum.

Tu, devícto mortis acúleo, * aperuísti credéntibus regna cælórum.
Tu ad déxteram Dei sedes, * in glória Patris.
Iudex créderis * esse ventúrus.

[Sequens versus dicitur flexis genibus]

Te ergo quǽsumus, tuis fámulis súbveni, * quos pretióso sánguine redemísti.

Ætérna fac cum Sanctis tuis * in glória numerári.
Salvum fac pópulum tuum, Dómine, * et bénedic hereditáti tuæ.
Et rege eos, * et extólle illos usque in ætérnum.
Per síngulos dies * benedícimus te.

Fit reverentia, secundum consuetudinem
Et laudámus nomen tuum in sǽculum, * et in sǽculum sǽculi.

Dignáre, Dómine, die isto * sine peccáto nos custodíre.
Miserére nostri, Dómine, * miserére nostri.
Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos, * quemádmodum sperávimus in te.
In te, Dómine, sperávi: * non confúndar in ætérnum.

Himnus Ambrosianus (684)

a) Fidelibus, qui, ad grates prò acceptis beneficiis Deo agendas, hymnum Ambrosianum Te Deum laudamus devote recitaverint, conceditur:

Indulgentia quinque annorum.

b) Iis vero, qui ultima anni die eiusdem hymni cantui interfuerint in ecclesiis vel publicis aut (prò legitime utentibus) semipublicis oratoriis, ad gratias Deo referendas prò beneficiis totius anni decursu acceptis, conceditur:

Indulgentia decem annorum;

Indulgentia plenaria, si peccatorum veniam obtinuerint, eucharisticam Mensam participaverint et ad Summi Pontificis mentem preces fuderint (S. Pæn. Ap., 10 aug. 1936).

[A chi recita l’Inno Ambrosiano Te Deum, si concedono 5 anni di indulgenza. Nell’ultimo giorno dell’anno, se cantato in una chiesa o in pubblico oratorio  come ringraziamento per i benefici di tutto l’anno: 10 anni di indulg. e l’indulgenza plenaria se comunicati e confessati e pregando per le intenzioni del Sommo Pontefice [Gregorio XVIII].